Pioli, una bufera tira l’altra. Replica a Maldini: "Io, mai solo. Il Milan può cambiare il suo destino». Esame Frosinone, riecco Bennacer

Alle 20,45 la sfida con i laziali, e le parole della leggenda rossonera agitano acque già increspate. Simic a un passo dal debutto accanto a Tomori, in panchina c’è Camarda: il Diavolo dei giovanissimi .

di GIULIO MOLA -
2 dicembre 2023
Replica a Maldini: "Io, mai solo. Il Milan può cambiare il suo destino". Esame Frosinone, riecco Bennacer
Replica a Maldini: "Io, mai solo. Il Milan può cambiare il suo destino". Esame Frosinone, riecco Bennacer

Nella settimana più importante di questo primo scorcio di stagione, quella in cui si è maledettamente complicata la strada in Champions League con la prospettiva di serie ripercussioni non solo sul piano sportivo ma anche economico e alla vigilia della partita (stasera alle 20,45 a San Siro arriva lo scomodissimo Frosinone allenato da Di Francesco) in cui Stefano Pioli andrà a sedersi su una panchina bollente e scricchiolante, tutto ci voleva tranne che le esplosive dichiarazioni di Paolo Maldini per destabilizzare ulteriormente un ambiente già “depresso“. Durissime le parole a “Repubblica“ dell’ex direttore dell’area tecnica dei rossoneri sei mesi dopo il licenziamento in tronco voluto da Gerry Cardinale: trattasi di un attacco totale al Milan, quello gestito prima da Elliott e poi dal numero uno di Redbird. Con passaggi molto pesanti nei confronti anche del presidente Scaroni, di Gazidis (Ceo precedente) e di Furlani (attuale ad rossoneri). "E’ un Milan senza amore e ideali", l’accusa più forte dell’ex dirigente, che racconta di un gruppo di lavoro spaccato e non collaborativo praticamente in nessuna delle componenti.

Maldini era e resterà una leggenda dei rossoneri, e magari avrà pure il sacrosanto diritto di dire quel che pensa (quel che ha raccontato lo si sapeva da due anni, perché di “fuoco amico“ si è sempre parlato, sin da quando si sussurrava di un possibile “siluramento“ addirittura dopo la conquista dello scudetto nella primavera del 2022) perché quando un amore finisce dopo un divorzio inevitabile c’è sempre amarezza, ma l’ex direttore tecnico ha scelto il momento peggiore per mettere spalle al muro proprietà e dirigenza. E comunque il meno opportuno. Proprio perché il fine ultimo, a suo dire, dovrebbe essere il bene della propria squadra e non trasformare Milanello in una polveriera per un personalissimo regolamento di conti. Vero, se un Fondo acquista un club non esistono bandiere e cuori e questo Paolo (che comunque qualche errore di valutazione l’ha commesso pure lui su qualche acquisto o sul mancato rinnovo di Calhanoglu) lo sapeva, anche quando ha anteposto i risultati sportivi a quelli economici pur conoscendo bene le strategie aziendali.

Irritazione ma nessuna reazione da parte del club, mentre Stefano Pioli, cui Maldini ha risparmiato le critiche parlando di un uomo solo al comando rispetto alle responsabilità ricevute, ha cercato di dribblare l’argomento con abilità e diplomazia: "Nessun commento rispetto a quel che dice Paolo, ma chiaramente a Maldini e Massara sarò sempre riconoscente per aver lavorato con loro in maniera positiva. Ora però devo pensare a motivare i miei giocatori. Non sono solo e il club mi supporta sempre". In realtà l’allenatore sa di giocarsi stasera una buona fetta anche del proprio destino dopo il confronto avuto a pranzo mercoledì con Cardinale: non era un menù proprio salutare fra la disfatta in Europa, gli infortuni a catena e il pessimo cammino del Diavolo negli ultimi due mesi (nelle dieci uscite – tra coppa e campionato - di ottobre e novembre, il Milan ha vinto soltanto tre volte, rimediando tre sconfitte a domicilio), "ma è stato un incontro molto positivo e costruttivo, uno stimolo in più per il mio lavoro e per il lavoro della squadra".

Resta il fatto che stasera si entrerà in campo con tanta pressione. "Le responsabilità del tecnico ci sono sempre - ammette Pioli - ma è presto per i bilanci. Mancano 25 partite e se qualcuno di noi qui dentro credesse di non poter raggiungere Inter e Juve in 25 partite, giovedì non si sarebbe presentato al campo. Abbiamo le possibilità per poter fare un’ottima stagione. La compattezza di tutto l’ambiente è un valore aggiunto". Scenderà in campo nuovamente una squadra incerottata e con una difesa a pezzi in cui potrebbe debuttare il giovane Simic al fianco di Tomori (in panchina l’altro baby Camarda, unica alternativa a Jovic in avanti). Ma Pioli da questo punto di vista vede la luce in fondo al tunnel. Dopo 205 giorni c’è Bennacer fra i convocati, poi si farà il possibile per recuperare Leao in vista della trasferta di Bergamo. "Fra un paio di settimane andremo sicuramente meglio", assicura il tecnico. Che però sa di non aver tantissimo tempo. Adesso conta solo vincere.

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