Una rimonta del Diavolo. Il Milan esce dalla Gabbia. Jovic e Giroud, gol pesanti

A Frosinone i rossoneri vanno avanti col francese, vengono ripresi su rigore per un fallo di mano di Leao, poi sorpassati: ma nel finale arriva un altro ribaltone.

di ILARIA CHECCHI -
4 febbraio 2024
Il Milan esce dalla Gabbia. Jovic e Giroud, gol pesanti
Il Milan esce dalla Gabbia. Jovic e Giroud, gol pesanti

Come a Udine il Diavolo ha espugnato il Benito Stirpe di Frosinone mettendo in atto una contro rimonta fatta di sofferenza, cali di concentrazione ma tanta determinazione: il 3-2 finale in favore dei rossoneri ai danni dei ciociari di Di Francesco permette al Milan di accorciare a cinque lunghezze il distacco dai cugini nerazzurri, impegnati stasera nel match-verità contro la Juventus.

Passata in vantaggio grazie al colpo di testa di Giroud su perfetto assist di Leao alla sua partita numero 150 in serie A ("Devo ringraziare il Milan per questo traguardo, sono molto orgoglioso e fiero di giocare qui. Il rapporto con Pioli è stato un po’ strano all’inizio, adesso ci vogliamo bene") la squadra ha perso la rotta incassando il pari su calcio di rigore di Soulé (fatale il tocco di mano del portoghese) e andando sotto nella ripresa con l’acuto di capitan Mazzitelli su cui Maignan ha avuto più di una colpa. Dopo tante occasioni create e concesse, però, la fame del collettivo ha avuto la meglio e la rimonta confezionata nel finale ha visto la prima la gioia sotto porta in campionato di Matteo Gabbia (colpo di testa su sponda del solito imprescindibile Giroud) e il settimo sigillo nelle ultime 10 partite di Luka Jovic: subentrato all’80’ in un 4-2-4 a proiezione offensiva, il serbo ha impiegato un giro di lancette per risolvere una partita resa difficile da un Frosinone motivato e compatto, dimostrando un istinto da bomber raro che sta facendo la fortuna del tecnico emiliano. "Lavoro duro ogni giorno per farmi trovare pronto" le parole di Jovic. Se la prestazione del Milan non può essere definita del tutto positiva dal punto di vista tecnico e tattico (9 gol incassati in 5 gare sono troppi), Pioli può rallegrarsi non solo di aver ritrovato un Bennacer in condizione e collante nello spogliatoio ("Per essere uniti sul campo dobbiamo esserlo fuori. Abbiamo voluto fare una cena fuori insieme perché ci fa bene") ma anche di poter contare su soluzioni vincenti in panchina.

Il Diavolo ha centrato il successo nelle ultime tre trasferte di serie A, non accadeva dal 2022, con Leao primo ispiratore del gioco rossonero: con il Napoli, e il 15 febbraio con il Rennes in Europa League, ci si aspetta il contributo del portoghese anche sotto porta nonché una maggiore solidità, contando l’assenza certa di Reijnders, che era diffidato. Se Pioli è soddisfatto per la reazione avuta dai suoi e conscio su come correggere il tiro, ha le idee altrettanto chiare sul suo futuro: "Io e la società siamo concentrati sul presente, le voci non mi toccano. Il club a fine anno deciderà, qui mi sono sentito bene dal primo giorno: il mio desiderio è fare bene quest’anno, poi si vedrà".

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