Il famoso precedente. Il doppio rigore del 2004 e le parole al vetriolo di Mian

Una storia piena di aneddoti. L’accusa dell’allora presidente. all’intero sistema calcistico . "La Toscana contro il regime".

26 gennaio 2024
Il doppio rigore del 2004 e le parole al vetriolo di Mian

Il doppio rigore del 2004 e le parole al vetriolo di Mian

Quelle tra Pisa e Spezia non sono mai state sfide banali. Nella storia della rivalità tra la tifoseria nerazzurra e quella bianconera, le due formazioni sul rettangolo verde hanno dato vita a incontri ricchi di aneddoti. Il più iconico dei quali probabilmente è legato al presidente Maurizio Mian e alla madre, la "nonna ultras" Gabriella Gentili, proprietari del sodalizio pisano tra il 2002 e il 2005: in un uggioso pomeriggio di metà ottobre del 2004 i due dettero vita a un’inedita conferenza stampa all’interno dell’area di rigore posizionata sotto alla Curva Sud. La sera prima, l’11 ottobre, proprio in quel punto il carneade Roland Herberg di Messina aveva concesso un rigore grottesco agli aquilotti. Ma riavvolgiamo il nastro della memoria: nella quinta giornata del campionato di C1 i nerazzurri di Antonio Cabrini e i bianconeri di mister Alessandrini si sfidarono in un confronto di alta classifica, sospinti dagli oltre 9mila tifosi accorsi all’Arena (circa 2mila giunti da La Spezia). Gli ospiti passarono in vantaggio a metà primo tempo su calcio di rigore provocato da Cagnale (espulsione per fallo da ultimo uomo), ma un minuto dopo il Pisa riportò il match in equilibrio con la zampata del difensore Melucci, appena gettato nella mischia da mister Cabrini. Intorno all’ora di gioco però salì in cattedra Herberg, che invece di punire il tuffo plateale dello spezzino Coti lo "premiò" con il secondo rigore di serata: dopo l’1-2, gli ospiti nel finale andarono sull’1-3 con Guidetti prima del gol dell’effimera speranza siglato da Bonfiglio al 90’. Il giorno dopo Maurizio Mian, letteralmente imbufalito come il resto dell’ambiente per la direzione arbitrale, riservò parole al vetriolo per l’intero sistema calcistico italiano: "Se abbiamo parlato di complotto abbiamo sbagliato, perché i termini da usare erano pianificazione, programmazione, scenografia e copione. È tutto truccato. Il calcio soffre il malessere di un Paese che vive sotto un regime (il riferimento era diretto al Governo presieduto da Silvio Berlusconi, ndr): speriamo che non siano necessari un ventennio e una guerra per liberarcene. La Toscana è contro questo regime ed è politicamente sacrificata. E questo regime osteggia anche me, per le mie simpatie rivoluzionarie".

M.A.

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