Recanatese, una crisi senza fine. Servono più certezze in difesa

I giallorossi hanno subito 42 gol, di cui 18 nelle sei gare del 2024. Il Pontedera in 11 minuti ha segnato 4 reti

6 febbraio 2024
Recanatese, una crisi senza fine. Servono più certezze in difesa
Recanatese, una crisi senza fine. Servono più certezze in difesa

L’abisso in cui sembra essere precipitata la Recanatese pare non avere mai fine. Quella che doveva essere la prima partita del "new deal", tra l’altro con l’inserimento sin dal primo minuto di Raimo e Fiorini, ha fatto rivivere, forse in maniera addirittura peggiore, i fantasmi visti contro la Fermana con il poco invidiabile record di aver subito quattro gol in 11 minuti da incubo dove la Recanatese è sembrata davvero come quel pugile suonato, rassegnato a subire colpi da ko. Uno "spettacolo", onestamente indecoroso al quale si è cercato, con carattere ed orgoglio, di porre rimedio grazie anche ad una deviazione decisiva di Espeche sul tiro di Carpani e ad una traiettoria fortunosa di Raimo. Si stava anche accarezzando l’idea di un’impresa che avrebbe avuto del miracoloso ma che, in ogni caso, non avrebbe cancellato con un colpo di spugna i problemi evidenti e sotto gli occhi di tutti. Stentiamo davvero a credere che alcuni giocatori abbiano disimparato a giocare al calcio e con questa premessa il dato che balza agli occhi sono i 42 gol subiti, di cui 18 nelle 6 partite giocate nel 2024 alla disastrosa media di 3 a partita.

Cosa è successo a questo reparto è anche complesso da analizzare e non stiamo parlando di passato remoto quando la terza linea giallorossa era uno dei punti di forza. Il Pontedera, ad un certo punto, creava pericoli con una facilità irrisoria: il pareggio è stato subito in una modalità che grida vendetta con Delpupo a fare i propri comodi tra Veltri e Shiba, per non parlare della terza rete granata con il pallone che in area di rigore è incredibilmente passato tra le gambe di un imbambolato Longobardi permettendo a Perretta di infilare un Meli, nell’occasione, tutt’altro che impeccabile. Nel poker poi nessuna copertura, nessun contrasto e nessuno a rendere davvero la vita un minimo complicata agli attaccanti granata. Intollerabile per una squadra professionistica.

È vero che nella ripresa ci sono stati incoraggianti segnali di riscossa: l’ingresso di Allievi ha portato maggiore stabilità ed anche Ahmetaj in avanti, oltre al gol, si è reso protagonista di qualche spunto interessante. "Dobbiamo ripartire da qui e per salvarci dobbiamo essere molto più compatti" ha detto Pagliari che si trova alle prese con una delle beghe più difficili della sua lunga ed onoratissima carriera. Il tempo poi è anche tiranno visto che venerdì è già tempo di scontro diretto sul campo della più grande delusione sin qui del campionato, la presunta big Spal reduce anch’essa da tre sconfitte consecutive. Non c’è altra ricetta che tenere botta, non mollare e lavorare per non disperdere un patrimonio costruito in tre anni.

Andrea Verdolini

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