Roma, De Rossi: "Se la squadra è ubriaca di felicità, allora avrò sbagliato tutto"

Le parole del tecnico giallorosso in conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Torino

di FILIPPO MONETTI -
25 febbraio 2024
Daniele De Rossi

Daniele De Rossi head coach of Roma looks on during the UEFA Europa League play off second leg soccer match between AS Roma and Feyenoord at Stadio Olimpico in Rome, Italy, 22 February 2024. ANSA/FEDERICO PROIETTI

Roma 25 febbraio 2024 - Vigilia di campionato, e a poco più di 24 ore dalla sfida con il Torino, torna a parlare Daniele De Rossi in conferenza stampa. Ecco le parole del tecnico capitolino alla vigilia di questa sfida chiave per la rincorsa alle posizioni di Champions League.

Giovedì è stata una partita durissima sotto ogni aspetto, come sta la squadra? "La squadra sta bene di testa, siamo tutti molti contenti. Si sta bene nello spogliatoio, come succede sempre quando vinci una partita con così tanto pathos. Qualche strascico fisico ci sarà, abbiamo corso tanto e per tanti minuti, qualche cosa la pagheremo. Cercheremo di non pagare dazio gestendo i ragazzi. Non posso dirti di più perché ci siamo allenati poco e niente, oggi vedremo come stanno tutti nell'allenamento".

Pensando al Torino, come se lo aspetta? "Sono squadre difficili da affrontare, ma meno da inquadrare perché hanno una loro identità molto precisa. Juric lo ritengo un grande allenatore, è stato tra i primi che ho spiato, col suo permesso, quando era a Verona. Forse è la peggior squadra da affrontare dopo 120 minuti di partita. Ma abbiamo tanti giocatori e ci faremo trovare pronti. Quest'anno sotto il profilo difensivo hanno un rendimento quasi da Champions e giocatori di grande qualità, insomma sarà una bella sfida".

Teme un effetto collaterale dopo il Feyenoord? "Questa sarà una partita tosta, ma non parlarmi di sbornia, se sarà tosta perché entreremo con la testa sbagliata allora vorrà dire che io ho fatto tutto male. A Frosinone ho detto che avevo fatte scelte tattiche che potevano aver condizionato il primo tempo, domani invece voglio vedere una squadra che entra in campo motivata per vincere, con grande intensità. Ora ogni partita è quella della vita, non dobbiamo fermarci e non possiamo permetterci battute d'arresto. Se avessimo già vinto la coppa e fosse l'ultima di campionato capirei l'appagamento, ma mancano ancora tante partite per arrivare in fondo. Giusto godercele, ma ora dobbiamo preparare la partita. Se la squadra entra ubriaca di felicità, allora avrò sbagliato tutto. Turnover? Non mi piace cambiare dieci giocatori, ma c'è stata una sfida difficile, oggi è uno di quei giorni in cui voglio vedere come stanno i ragazzi e come rispondono".

Nei secondi tempi la squadra sembra avere un calo, è legato a un fattore fisico o mentale? “Abbiamo fatto sette partite e in alcune occasioni abbiamo giocato un buon secondo tempo. La domanda che mi hai fatto si potrebbe leggere così: cosa hai cambiato all’intervallo per partire così forte? Penso che nel calcio ci siano anche gli avversari. Abbiamo sfidato squadre forti, non so se avete analizzato che squadra sia il Feyenoord e il suo valore. Anche l’Inter hai fatto meno bene nel secondo tempo, ma non puoi fare novanta minuti con il ritmo del primo tempo. Hanno preso squalifiche nel primo tempo perché non erano abituati a soffrire così tanto. Ci sono dei momenti dove anche gli avversari si accendono, non dovrebbe succedere chiaro, il sogno mio è giocare tutti i 90’ come il primo tempo contro l’Inter, ma ci vuole lavoro, tempo, tanta qualità dei giocatori e dell’allenatore. Un domani magari ci arriveremo. Dopo 40 giorni di lavoro non sono preoccupato per la metodologia di lavoro, abbiamo i numeri sul loro fisico e c’è poco da essere preoccupati”.

Quali sono le condizioni di Smalling? “Sta bene. Sappiamo che non può fare 90’ ma magari ci smentirà. Dobbiamo capire se farlo iniziare titolare o dalla panchina. Lo vedo bene, si allena con i compagni è più sciolto, è una valutazione da fare nelle prossime ore”.

Il sorteggio di Europa League? “Non volevo il Brighton, è una partita difficile da preparare. È una sfida aperta, fa male a tante big in Inghilterra. Stimo De Zerbi, con me in particolare è stato tipo un libro aperto, mi ha aiutato tecnicamente e mi ha dato conforto quando mi hanno esonerato. Le nostre figlie sono amiche, vanno al Roma Club di Londra per vedere le partite. Vedranno anche questa insieme ma immagino non avrà la sciarpa della Roma (scherza ndr). Questa cosa ci ha unito molto di più. Al di là della disponibilità per me è un genio, ha portato qualcosa di nuovo e chi lo fa è geniale. Non puoi scimmiottare chi è geniale da quel punto di vista, sarebbe un danno, ma lo ritengo uno dei pochi che ha portato qualcosa e che tutti vogliono imitare”.

Prima ha parlato di stress fisico e mentale, cosa può dire di Lukaku? “Quando l’ho visto vicino a Abraham ho pensato di volerli far giocare insieme. Va studiata, provata e poi decisa, anche perché bisognerà vedere come e quando tornerà Tammy. È un’idea, ma non una certezza per il futuro. Lo stesso vale adesso che abbiamo solo Azmoun come vice attaccante altrimenti avrei tenuto Belotti. Il momento per Lukaku è di grande gioia, è stato tra i primi a correre verso la Sud, non abbiamo nemmeno analizzato il rigore sbagliato perché capita. Però abbiamo analizzato che al 120’ ha fatto cinquanta metri di campo, ha dribblato e il portiere ha fatto un miracolo. Ci saranno dei momenti dove toccherà la palla e ci porterà in trionfo. È tranquillo e sereno. Poi certo c'è la storia de gli attaccanti che non segnano e si avviliscono, ma lui ha segnato all’andata con il Feyenoord e non potrei essere più contento di lui”.

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