Ballardini "In attacco ci serve più furore"

Il mister del Sassuolo prepara il match molto delicato con l’Udinese. "Siamo ordinati nel non possesso, ma occorre incisività davanti"

31 marzo 2024
Ballardini "In attacco ci serve più furore"

Il mister del Sassuolo prepara il match molto delicato con l’Udinese. "Siamo ordinati nel non possesso, ma occorre incisività davanti"

A sentire le parole della vigilia, tanto sul fronte del Sassuolo quanto su quello dell’Udinese, la sensazione è quella di una sfida nella quale il rispetto si mescola al timore. Quello di uscire sconfitti che, da un lato, significherebbe per i neroverdi vedere allontanarsi definitivamente una diretta concorrente, dall’altro, per i bianconeri, venire risucchiati dalle sabbie mobili di color che son sospesi. Eppure, in agosto, in pochi avrebbero immaginato per entrambe le squadre un’annata di tali stenti. Di certo non Davide Ballardini: "L’Udinese c’entra poco con il fondo della classifica – ha detto ieri il tecnico del Sassuolo – perché per struttura fisica e qualità tecniche, per me, può essere paragonata a un Torino, insomma a una squadra della zona medio-alta classifica, con una rosa competitiva".

Più o meno, è ciò che Cioffi e Samardzic, nella vigilia friulana, hanno detto del Sassuolo: dichiarazioni di prammatica a parte, è effettivamente un modo per spiegare anche un altro concetto, e cioè che l’una né l’altra devono trovare risorse impreviste per uscire dal pantano. Il Sassuolo di più, naturalmente, considerando i punti e la posizione. Ballardini la racconta senza retorica, segno che in fondo nei suoi crede: "Non serve dare più di ciò che uno può dare. A noi basta fare una bella partita, ognuno deve fare del proprio meglio. Come siamo ultimamente attenti e determinati quando i nostri avversari avevano la palla, così dovremo esserlo nell’attaccare la porta, facendolo con più giocatori ma in maniera equilibrata. Serve il pensiero difensivo anche quando si attacca, perché si può perdere il pallone e bisogna sapere che fare in quel caso, ma ci serve concludere l’azione con furore. Sinora siamo stati bravi ma non così decisi, molto ordinati ma poco incisivi".

Inevitabile che il discorso, così incanalato, vada su Pinamonti, l’uomo al quale il Sassuolo si aggrappa per i gol salvezza. A secco dalla sfida con l’Empoli, l’attaccante cerca il primo gol in era-Ballardini, periodo nel quale ha mostrato ottime prestazioni, ma ha avuto poche chance davanti alla porta. "Andrea si spende molto perché ha il dovere di spendersi molto, per quello che può dare alla squadra, ma altrettanto dobbiamo fare noi per lui, recapitandogli i palloni giusti per concludere". È il discorso di prima: attaccare con più uomini, magari anche liberandolo affinché possa tirare, lui che la porta la vede.

Intanto, il periodo di pausa per le nazionali ha modificato il lavoro del tecnico (per il quale sono stati comunque "giorni intensi e produttivi"), ma non ha lasciato scorie negative. A parte Erlic (squalificato) e Kumbulla (che ha un fastidio muscolare e verrà valutato domani mattina), gli altri sono tornati pronti. Su tutti uno, Thorstvedt, rientrato "bello come il sole", che peraltro tornerà dalla sua squalifica. E chissà che non brilli di nuovo.

l.l.

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