Sassuolo, due miracoli: vince e non prende gol. Sono punti salvezza dopo la lunga agonia

La gara col Frosinone è decisa da Thorstvedt a inizio ripresa, ma anche da un rigore (più che dubbio) sbagliato da Kajo Jorge nel finale

10 marzo 2024
Sassuolo, due miracoli: vince e non prende gol. Sono punti salvezza dopo la lunga agonia

Minuto 13 della ripresa, Thorstvedt raccoglie l’abbraccio dei compagni dopo aver segnato un gol che significa tanto per tutta la squadra neroverde.

di Stefano Fogliani

REGGIO EMILIA

Allora c’è vita su Marte… Il Sassuolo si scuote da un’impasse lungo due mesi e ritrova quella vittoria che gli mancava dall’Epifania, ridisegnando la geografia della bassa classifica e trascinando verso il fondo il Frosinone dell’ex Di Francesco. Che, diciamolo, ha di che recriminare su un calcio di rigore che, al minuto 89, Kaio Jorge calcia sul fondo insieme alle possibilità di portare la squadra ospite ben oltre la zona rossa, ma di che recriminare ha soprattutto su una condotta di gara troppo attendista, che solo a tratti, quando il Sassuolo pareva imprigionato dalle sue paure, ha provato a ‘scoprire’ i nervi neroverdi. Rimasti invece, per quanto possibile, saldi, con un undici ridisegnato da Davide Ballardini – out Boloca ed Henrique, reparti fisici e stretti più di lotta che di governo – e consapevolezze che, cresciute con il passare dei minuti, come tali sono state difese.

Eccola qui, la sliding door dentro la quale il Sassuolo è riuscito a infilarsi e il Frosinone no. Da una parte la piena presa di coscienza, da parte dei neroverdi, che si trattasse di una gara che, se persa, avrebbe tolto al Sassuolo parecchio del suo domani. Dall’altra l’inconscia convinzione del Frosinone che la partita la si potesse comunque portare a casa, facendo leva più sui limiti dei neroverdi che sulle proprie volontà.

Volontà tradotte solo in parte dentro un primo tempo figlio soprattutto di paure reciproche, che vede gli ospiti graffiare ma senza troppa decisione e il Sassuolo disporsi all’attesa, facendo ben attenzione a non subire gol – sempre successo, tranne che ieri e il 6 gennaio – o a non farselo da solo, come accaduto ad esempio a Verona. Ne esce una partita che vive a lungo sul nulla figlio di reciproci limiti e paure reciproche, e che tuttavia si inclina, accelerando, nella ripresa, con il più classico degli ‘episodi’. Nel giro di 2’, infatti, La Penna prima assegna e poi toglie, al Frosinone, un rigore nato da un contatto tra Mazzitelli e Thorstvedt, e sul rovesciamento di fronte proprio la mezzala norvegese capitalizza una combinazione tra Laurientè e Racic. Il Sassuolo, che aveva appena visto l’abisso, rivede la luce e, incredibile ma vero, riesce a tenerla accesa fino alla fine. Va, la squadra di Ballardini, ad un passo dal raddoppio con Pinamonti, e tanto basta a Di Francesco a cambiare le carte, cercando profondità. Quella che il Sassuolo concede, al di là dell’attenzione: sono imprecisi Lirola e Seck, che non trovano lo specchio della porta di Consigli, facendo capire sia perché il Sassuolo aveva fatto, fino a ieri, un punto nelle ultime 8 gare sia perché il Frosinone ne abbia fatti 6 nelle ultime 15. Ma l’errore che decide il pomeriggio lo commette Kajo Jorge, miracolato da un altro fischio dubbio del mediocre La Penna. Rigore.

L’attaccante ciociaro calcia sul fondo, tuttavia: il Frosinone sprofonda, il Sassuolo risale. Ma la strada che porta alla salvezza resta lunga per entrambi.

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