Sassuolo, in difesa è emergenza. A Udine si va con gli uomini contati

Dionisi rischia di aver a disposizione esclusivamente Erlic, Ferrari, Toljan e Pedersen nella delicata trasferta

15 dicembre 2023
Sassuolo, in difesa è emergenza. A Udine si va con gli uomini contati
Sassuolo, in difesa è emergenza. A Udine si va con gli uomini contati

di Stefano Fogliani

SASSUOLO

Due le certezze, altrettante le incognite. Fresca di assai poco invidiabile record di prendere gol da 23 gare consecutive e di 28 reti subite che ne fanno la seconda più battuta – peggio solo la Salernitana – della massima serie, la difesa neroverde viaggia verso Udine con gli uomini contati.

Fuor di metafora, tra l’altro, perché il Sassuolo, dietro, gioca a quattro, e quattro sono i difensori di ruolo disponibili, in vista della gara di dopodomani. Nell’ordine sono usciti da giochi prima Viti e Missori, dato tuttavia, il secondo, in recupero, poi Tressoldi e Vina, sfortunate vittime della sfortunata serata di Cagliari, e a occhio Dionisi non faticherà a scegliere, visto il poc(hissim)o che offre il convento. Abili e arruolati, ad oggi, ci sono due centrali – Erlic e Ferrari – e due laterali – entrambi destri, peraltro – come Toljan e Pedersen. Due certezze, appunto, ovvero Erlic e Toljan – per il primo 15 presenze su 15, e anche un gol, per il secondo 14 su 15 e 5 assist – cui si aggiungono due giocatori che hanno minutaggio di gran lunga inferiore e rendimento allineato al minutaggio. Ferrari, dato in partenza questa estate, è rimasto, ma quanto a impiego non ha avuto troppa fortuna (9 presenze, ma solo cinque dal 1’, e appena 25’ in campo, da subentrato, nelle ultime tre gare) e troppa fortuna non ha avuto nemmeno Pedersen, arrivato dal Feyenoord ma fin qua mai convincente. Per il norvegese le presenze sono 12, ma solo due dal 1’ e nelle ultime tre gare anche lui, come Ferrari, ha giocato giusto l’ultimo scampolo di gara alla Domus Arena, fiendo suo malgrado travolto dalla rimonta rossoblu. Ci sarebbe da parlare di difesa reinventata, insomma, ma per Dionisi da inventare c’è, in tealtà, pochissimo.

E a ben vedere l’unica opzione con la quale fa i conti il tecnico toscano, studiando difensori che, loro malgrado, sembrano i ‘dieci piccoli indiani’ di Agatha Christie, nel senso che ogni gara gliene toglie uno, è quella su chi spedire a sinistra tra Toljan e Pedersen. Il primo a sinistra ha già giocato, in realtà, Pedersen pure, ma da qui a pensare che non si tratti di soluzione tattica d’emergenza ne passa, e tanto vale allora dar conto della circostanza. Che con tutta probabilità obbligherà Dionisi anche a precettare uno o due Primavera per avere almeno un quinto difensore nella distinta che domenica il Sassuolo presenterà a Manganiello.

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