Sassuolo, sono numeri indifendibili. Da 22 gare si incassa almeno un gol

L’ultimo clean sheet la scorsa primavera. E anche il ’monumento’ Consigli ammette: "Noi fra le prime otto? Non più"

di STEFANO FOGLIANI -
5 dicembre 2023
Sassuolo, sono numeri indifendibili. Da 22 gare si incassa almeno un gol
Sassuolo, sono numeri indifendibili. Da 22 gare si incassa almeno un gol

Fanno 22 consecutive con almeno un gol al passivo. E fanno 44 gol dentro quelle stesse 22 gare che obbligano Dionisi, più che a capire come fare più gol, a capire come prenderne meno. O a prenderne, fate voi, meno di frequente: le vittorie, a calcio, passano anche da qui, e tanto vale lavorarci, anche per capire cosa può essere successo a questo assetto difensivo che, dallo scorso aprile, dà strada all’avversario. Magari suo malgrado – vedasi rigore(tto) che rimette in pista la Roma, sancendo tregua armata tra il portoghese che si lamenta sempre e la classe arbitrale – perché qualche volta se prendi gol non è, o non è solo, colpa tua, ma la sostanza non cambia. O non cambia più di tanto: paradossalmente il Sassuolo chiuse la serie dei suoi clean sheet contro la Juventus, non proprio una comprimaria, ad aprile della stagione scorsa, ma poi non ha più sbagliato, si fa per dire, un colpo. Alla porta inviolata di quel 16 aprile guardano tutti – Consigli in primis – con una certa nostalgia: già una settimana dopo Lorenzo Pirola, centrale della Salernitana il cui gol non si può dire sia il colpo migliore – dati i 2 in 65 gare – interruppe quella serie che ha dato gloria, per ultimo, al romanista Rasmus Kristensen, laterale danese classe 1997 che proprio contro il Sassuolo – come Fazzini a Empoli una settimana fa – segna il suo primo gol in A. Dentro una striscia infinita, bomber veri e bomber per caso, ma trovano spazio soprattutto le recriminazioni di Dionisi, che sulla fase difensiva ogni settimana dice di lavorare ‘tanto’. E quelle di Consigli, che pure sta facendo una delle sue migliori stagioni, ma di chiudere una gara senza gol sul groppone non ha ancora trovato il modo. E di Consigli tutto si può dire ma non che non sia una sorta di monumento (487 in A, 21mo di sempre), che tuttavia questa serie di gol subiti consecutivamente condanna quasi al paradosso di dover commentare prove da migliore in campo, ok, ma battuto. "Non è sfortuna, ma colpa nostra, e ci sta concedere qualcosa dal punto di vista dell’esperienza o nelle letture, in una squadra così cambiata". Che, il sottinteso, se continua a prendere due gol di media a partita si autocondanna ad un campionato di retroguardia. "Non siamo più il Sassuolo che lottava per stare nelle prime 8, ma siamo il Sassuolo che – dice Consigli – si deve salvare". Stringergli i bulloni davanti, al soldato Andrea, potrebbe essere un buon viatico.

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