Hristov, cuore aquilotto e grinta da leader: "Tutti uniti verso il traguardo salvezza"

Terzo anno in maglia bianca per il difensore bulgaro. "D’Angelo bravo a caricare la squadra, io metto a disposizione la mia esperienza"

di FABIO BERNARDINI -
14 marzo 2024
Hristov, cuore aquilotto e grinta da leader: "Tutti uniti verso il traguardo salvezza"

L’esultanza di Petko Hristov dopo il gol realizzato all’89’ad Ascoli che è valso la vittoria per lo Spezia in un importante match-salvezza

È arrivato a Spezia in punta di piedi, diventando un punto di riferimento importante per la squadra e i tifosi. È la storia del nazionale bulgaro Petko Hristov, da pochi giorni 25enne, ragazzo solare con il marchio aquilotto scolpito addosso: "Lo Spezia è dentro di me, faremo di tutto per conquistare la salvezza diretta, la città e la società meritano di stare in alto".

Hristov, è sempre più un leader di questo Spezia...

"Cerco sempre di aiutare tutti, fa parte della mia indole. Con la squadra in sofferenza ho percepito che avrei dovuto alzare il livello per crescere insieme. Ognuno di noi ha cercato di migliorare, tutti abbiamo alzato l’asticella".

La sua è una crescita esponenziale, ci ricorda Martin Erlic.

"Il primo anno è stato un po’ difficile perché avevo vent’anni ed ero al debutto in Serie A. Sono cresciuto tanto nel corso della mia militanza al Venezia perché ho giocato con continuità, anche grazie a mister Vanoli che mi ha aiutato molto in ogni aspetto. Ho preso fiducia e ho dato una svolta positiva alla mia carriera. Quando sono tornato allo Spezia mi sono sentito più forte, con l’aggiunta che tutti gli infortuni patiti hanno accresciuto in me forza e coraggio. Non vedevo l’ora di tornare in campo e mettermi a disposizione della squadra".

La maglia bianca le è entrata dentro.

"È già il mio terzo anno a Spezia, mi sembra quasi di essere cresciuto qui. In riva al Golfo sono stato sempre molto bene, questa piazza come società e tifosi si merita di stare in alto. La mia appartenenza allo Spezia è cosa reale, al pari della necessità di dare tutto per questa maglia. Del resto è una mia peculiarità, ovunque gioco cerco di dare sempre il massimo".

C’è un aspetto di Spezia che si porterà sempre con sé?

"Lo stadio pieno in Serie A è un’immagine che ho nel cuore. E poi la vicinanza dei tifosi nelle prime partite da me disputate quest’anno, ho capito che contavano su di me. Una soddisfazione per il sottoscritto aver portato i supporter dalla mia parte dopo un iniziale scetticismo nei miei confronti il primo anno"

La vittoria contro il SudTirol solo un primo passo, ora cosa si aspetta?

"Il successo di sabato scorso è stato importantissimo, ma al tempo stesso abbiamo la consapevolezza che in ognuna delle nove partite rimanenti dovremo fare punti. Siamo ben consci della classifica precaria, ma anche che non meritiamo di stare in questa posizione. Di sicuro daremo il massimo per salvare direttamente lo Spezia. Nell’ultimo periodo c’è stata una crescita, i ragazzi che sono venuti a gennaio ci hanno dato un grande apporto, il mister ci ha aiutato in modo importante".

Un giudizio su D’Angelo?

"Appena è arrivato a Spezia mi è subito piaciuto. È un tecnico che spinge la squadra, che prepara i dettagli, ci trasmette tanta carica e ci lascia giocare".

La partita di Reggio Emilia sarà decisiva?

"Tutte le gare saranno finali, andremo al ‘Mapei’ per cercare di vincere perché vogliamo assolutamente salvarci senza passare dai playout".

A chi, con un eccesso di ottimismo, parla di playoff cosa si sente di dire?

"In squadra si parla solo di mantenere la Serie B, nulla più. Ci sentiamo una squadra, siamo più uniti, fino a dicembre ci mancava questo aspetto. Abbiamo un solo obiettivo nella testa: salvarci".

I quasi 7000 tifosi di media al ‘Picco’ sono un valore aggiunto?

"E’ un punto di forza notevole. I nostri supporter ci hanno sempre sostenuti ed è normale che si aspettino qualcosa in più da noi".

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