La salvezza dello Spezia passa dal ’Picco’. Ottenere il massimo dai match casalinghi

Delle restanti 8 partite ben cinque si giocano allo stadio di viale Fieschi. L’ipotetica quota-tranquillità è a 44 punti. Gli scenari

21 marzo 2024
La salvezza dello Spezia passa dal ’Picco’. Ottenere il massimo dai match casalinghi

Un’azione di Reggiana-Spezia di sabato scorso; dopo la sosta lo Spezia è atteso dal match salvezza casalingo contro l’Ascoli

La salvezza passa dal ‘Picco’. Come storia vuole, è dal ‘catino’ di viale Fieschi, dal calore della sua gente, da quel campo stretto con a ridosso le tribune che incute timore agli avversari e forza a chi indossa la maglia bianca, che lo Spezia dovrà costruire il percorso virtuoso per il mantenimento della cadetteria. Otto le partite che mancano alla fine del campionato, cinque delle quali da disputarsi sul terreno di viale Fieschi contro l’Ascoli, il Lecco, la Sampdoria, il Palermo e il Venezia. Nel mezzo le trasferte di Parma, Brescia e Cosenza. Ipotizzando una quota salvezza intorno ai 44 punti, gli Aquilotti saranno obbligati a viaggiare a una media punti di 1,62, ben maggiore dell’1,03 totalizzata in trenta gare (0,76, con la gestione Alvini, 1,23 con D’Angelo). Uno standard di rendimento importante ma assolutamente alla portata se è vero che, negli ultimi due mesi, gli Aquilotti hanno totalizzato quattordici punti in nove partite con una media punti di 1,55. Per intendersi occorrerà vincere almeno tre partite e pareggiarne quattro, un percorso irto di difficoltà ma possibile se si sfrutterà al meglio il fattore ‘Picco’. A partire dal match contro l’Ascoli che, seppur programmato il giorno di Pasquetta, richiamerà migliaia di appassionati dei colori bianchi nello stadio spezzino. L’apprezzabile iniziativa dello Spezia di varare i mini abbonamenti a prezzi scontatissimi - buona la risposta in termini di adesioni, in questi primi giorni di lancio della campagna - va nella direzione di sfruttare al massimo il fattore campo, da sempre punto di forza degli Aquilotti. La gente spezzina ha sotterrato encomiabilmente l’ascia di guerra nel tentativo di salvare il salvabile, sfoggiando un sostegno ad oltranza alla squadra e al tecnico. Gli applausi dei tifosi al termine del match contro la Reggiana nonostante l’amarezza per il pareggio e i 7000 aficionados che mediamente gremiscono lo stadio attestano affetto incondizionato. L’importanza della vicinanza della gente è ben chiara al club aquilotto che ha disposto per domani pomeriggio, alle ore 15, una partita a porte aperte, al ‘Picco’, tra la prima squadra e la Primavera di mister Beppe Vecchio. Un modo per creare ulteriore unità di intenti e connubio vincente con il popolo bianco.

La sfida con l’Ascoli ha la parvenza di un playout anticipato, al pari di quella contro il Lecco, due finalissime da vincere per poter poi affrontare con maggiore serenità il prosieguo del campionato. Con sei punti in più classifica, gli Aquilotti potrebbero giocare a Parma con una maggiore, seppur relativa, tranquillità, per poi tornare a far valere la legge del ‘Picco’ contro la Sampdoria, puntando anche sulla tradizione positiva che ha sempre visto i colori bianchi prevalere su quelli blucerchiati nelle ultime tre partite disputate in Serie A. In salita il finale di campionato con la trasferta insidiosa di Brescia, il match casalingo contro un Palermo in lotta per un posto nei playoff, lo scontro diretto al cardiopalma di Cosenza alla penultima e la difficile gara alla 38° con il Venezia. Proprio la posizione in classifica dei lagunari, se ancora in lotta per la Serie A diretta o comunque per il terzo posto che garantirebbe un vantaggio in ottica play-off, sarà determinante per capire il livello di difficoltà della gara che attenderà i bianchi. L’impressione è che lo Spezia, alla luce del calendario, dovrà cercare di massimizzare il rendimento nelle prossime quattro partite, per affrontare con maggiore margini di successo finale le ulteriori e difficili gare residuali.

Fabio Bernardini

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