Ciclismo, Rigoberto Uran annuncia il ritiro a fine stagione

Il colombiano conferma la scelta già preannunciata negli scorsi mesi: "Impossibile competere con l'attuale generazione di fenomeni"

di GIUSY ANNA MARIA D'ALESSIO -
12 febbraio 2024
Rigoberto Uran (Ansa)

Rigoberto Uran (Ansa)

Roma, 12 febbraio 2024 – La stagione è appena alle sue battute iniziali e c'è già un corridore della cosiddetta vecchia guardia che annuncia il ritiro alla fine della stessa: si tratta di Rigoberto Uran, che così facendo conferma la decisione già presa qualche mese fa.

I dettagli

In realtà, all'inizio il colombiano aveva affermato di volersi fermare a metà annata, praticamente subito dopo le Olimpiadi di Parigi 2024, uno degli ultimi obiettivi della carriera. Poi, complice magari l'intercessione della EF Education-EasyPost, il classe '87 ha deciso di voler andare fino in fondo a questa stagione, quella nella quale sono già spariti diversi corridori della generazione precedente nata a cavallo tra i decenni '80 e '90. Proprio come Uran, che commenta così la sua scelta. "Per ora sono tranquillo, ma la verità è che è stata una decisione sofferta e molto difficile soprattutto in vista del futuro. Finora ho dedicato tutta la mia vita alla bici, con una routine fissa giornaliera che non ammetteva altro: ora tutto cambierà". Al canale YouTube della sua squadra, il colombiano spiega i motivi della sua decisione, che quindi va ben oltre le date anagrafiche. "Lo farò innanzitutto per la mia famiglia. Il ciclismo professionistico richiede molti sacrifici e toglie tempo a tutto il resto, come appunto gli affetti e i figli. Anzi, c'è di più: anche quando fai altro insieme a loro, alla fine pensi sempre alla bici. Poi - continua Uran - ho un'età che mal si sposa con la nuova generazione di fenomeni che ha preso piede e che costringe me e molti altri, anche a fronte di grandi allenamenti e fatica, a ritrovarsi sempre staccati nel cosiddetto gruppetto". Si intuisce una certa frustrazione nel corridore della EF Education-EasyPost, che è nel professionismo dal 2006. Da allora, in effetti, nel ciclismo ne sono successe davvero di cotte e di crude. In questo lasso temporale Uran ha vinto tappe in tutti e tre i Grandi Giri, entrando quindi in una élite abbastanza ristretta, terminando sul podio al Giro d'Italia (due volte, nel 2013 e nel 2014) e al Tour de France (una sola volta, nel 2017). Non solo le corse a tappe: memorabili anche diversi piazzamenti nelle Classiche che, negli anni, ne hanno fatto un corridore non particolarmente vincente ma di fatto capace di essere competitivo nell'arco dell'intera stagione. Grande in particolare il feeling di Uran con il Giro di Lombardia e con l'Italia al punto che, portandosi avanti con i pensieri, potrebbe essere proprio quello il palcoscenico scelto in autunno per dire addio al professionismo. Eppure, il maggior motivo di orgoglio (e anche rimpianto) del colombiano, famoso in gruppo anche per la sua grande simpatia, è l'argento vinto nella prova in linea delle Olimpiadi di Londra 2012: un dato che fa capire il rapporto molto forte con la propria nazione, che spera nel pieno recupero di Egan Bernal per potersi unire alla generazione di fenomeni indicata proprio da Uran, al passo di addio.

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