Gp Brasile F1, le pagelle di Leo Turrini: 10 e lode ad Alonso. Leclerc non giudicabile: povero Carletto

I migliori e i peggiori del Gran Premio dominato (che novità) da Verstappen. Voto speciale (pessimo) per Eccleston

di LEO TURRINI -
5 novembre 2023
Max Verstappen

epa10959759 Dutch driver Max Verstappen of Red Bull Racing celebrates after winning the Formula 1 Grand Prix of Sao Paulo, at the Interlagos circuit in Sao Paulo, Brazil, 05 November 2023. EPA/Sebastiao Moreira

San Paolo (Brasile). 5 novembre 2023 – Verstappen ha vinto anche il Gran Premio del Brasile davanti a Norris e ad Alonso. Male ancora una volta le Ferrari. Ma vediamo chi sono stati i migliori e i peggiori piloti.

10 e lode ALONSO. Risorge un’altra volta! Sembrava incupito dalla crisi Aston Martin ma non appena ha avuto una Aston Martin decente è tornato a dare spettacolo. Impressionante la freddezza con la quale ha gestito il duello finale con la Red Bull di Perez. Si prende il podio per pochi millesimi. E ha quarantadue anni ma non li dimostra proprio.

10 VERSTAPPEN. Vabbè, siamo alla noia profonda e non per colpa sua. Impeccabile, inesorabile, irresistibile. Non sbaglia mai, è davvero intenzionato a non concedere ai rivali manco le briciole. Cinquantadue successi, ha staccato il Professor Prost.

9 NORRIS. Gli resta una cosa sola da fare: sfrecciare per primo sotto la bandiera a scacchi. Con la McLaren ha fatto di tutto e di più pur di creare fastidi all’olandese volante. È un manico vero.

7 SAINZ. Nel buio generato dal kappao di Leclerc, lo spagnolo trova un equilibrio decente e permette alla Scuderia di recuperare qualcosa sulla Mercedes. Meglio che niente, ma la Rossa non poteva consentirgli altro.

7 PEREZ. Niente podio nemmeno stavolta e per chi si cala nell’abitacolo della super Red Bull certamente è una delusione. Ma dopo week end molto brutti si è riproposto su livelli meno catastrofici. Perde il corpo a corpo con Alonso, ma Fernando è un grandissimo…

7 RICCIARDO. Coinvolto senza colpe nel parapiglia iniziale, perde un giro ma non si scoraggia. Ha guidato con il piglio di un driver che ha ancora voglia di gettarsi nella mischia. Bravo.

6 HAMILTON. Provate a mettervi nei suoi panni. Ha recentemente fatto vedere di essere ancora pienamente integro e la Mercedes gli aveva promesso una monoposto vincente per il finale di stagione. E invece in Brasile è stato esposto ad una immeritata figuraccia.

5 RUSSELL. Un anno fa ad Interlagos conquistò la per ora unica vittoria in carriera. Forse sognava un bis, di sicuro la Mercedes di ieri non era quella del 2022. Di suo però ci mette poco, prima del ritiro si fa notare solo perché chiede inutilmente strada al compagno Hamilton…

4 BOTTAS. Si è ormai pigramente adagiato sui limiti della Alfa Sauber. Non sembra in grado di ritrovare il sacro fuoco e anche prima che la monoposto lo lasci a piedi si accontenta di guidare con il limitatore di velocità inserito. Mesto tramonto.

NG LECLERC Salvate il soldato Carletto. Questa di Interlagos è un’altra botta tremenda all’auto stima di un campione (perché tale e’, il monegasco) ormai prigioniero di un incubo. Poiché rifiuta qualunque responsabilità nel kappao di ieri, si pone la questione di una Ferrari che ai limiti di prestazione somma all’improvviso la inaffidabilità. Non ci siamo proprio, povero Carletto…

2 ECCLESTONE. L’ex Padrino del Circo a quattro ruote si è rivisto nel paddock: ormai vive stabilmente in Brasile, l’eterno Bernie. Già che c’era, avrebbe potuto chiarire definitivamente se è vero che nel 2008, insieme a Max Mosley, fece perdere il Mondiale a Massa insabbiando il crash gate di Singapore…

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