Coppa Davis, le pagelle degli azzurri: Sinner l’uomo del destino. Capitan Volandri a pieni voti

Da Sonego a Bolelli, tutti fondamentali i tennisti tricolori nella corsa all’insalatiera. I nostri giudizi

di PAOLO GRILLI -
27 novembre 2023
Da sinistra: Volandri, Sinner, Sonego, Arnaldi, Musetti e Bolelli
Da sinistra: Volandri, Sinner, Sonego, Arnaldi, Musetti e Bolelli

Malaga, 27 novembre 2023 – SINNER 10 e lode. Il dieci più scontato, e persino limitativo, per il numero 10 dell'Italtennis. L'uomo del destino per il nostro movimento, capace di ribaltare il mito Djokovic e sorti che sembravano già scritte riportando la più preziosa Insalatiera nella nostra bacheca. Da vero fenomeno, si scopre super anche in doppio. La chicca? Sembra che la sua avventura nell'Olimpo della racchetta sia appena iniziata.

Approfondisci:

L’Italia s’è desta: la Davis è nostra. Sinner riaccende il sogno azzurro

L’Italia s’è desta: la Davis è nostra. Sinner riaccende il sogno azzurro

SONEGO 9. Uomo Davis per definizione, Sonny sa salire di un paio di livelli con la maglia azzurra. Già a Bologna, dopo l'esordio choc col Canada (ko con Galarneau), aveva raddrizzato le nostre sorti battendo Jarry. Alle Finals di Malaga si rivela decisivo nel doppio: molto più di una spalla per super Sinner, regge la pressione, anzi è questa a spingerlo alla magia.

ARNALDI 9. La sua vittoria di pura determinazione contro Popyrin è stata la svolta della finale, spianando la strada all'irresistibile Rosso. Matteo vive una vera e propria favola: solo ad aprile aveva vinto il suo primo match nell'Atp e ora si ritrova protagonista assoluto sul palcoscenico della racchetta. A Bologna aveva rotto il ghiaccio battendo Garin (Cile) e Borg (Svezia), ora non teme più nulla. Nemmeno la sconfitta nei quarti contro Van De Zandschulp dopo aver avuto tre match point lo ha smontato. Emblema di resilienza e combattività.

MUSETTI 7. Senza Berrettini, molte responsabilità sono piombate sulle sue spalle già dai gironi a Bologna. Lorenzo, poi, le ha dovute affrontare in un periodo della stagione di rendimento altalenante, lontano comunque dai suoi standard. Passato anche lui dallo choc della sconfitta col Canada-B (battuto da Diallo), ha avuto una reazione vincendo con Sonny il doppio contro il Cile (già sul 2-0 per gli azzurri). Ininfluente la sconfitta poi assieme a Musetti nel doppio contro la Svezia. A Malaga, schierato contro Kecmanovic, ha solo accarezzato l'impresa di una vittoria che avrebbe cambiato tutto, per lui. 'Muso' è stato in tono minore, in questa Davis trionfale, ma partecipa a pieno diritto al trionfo. Può esultare, sapendo di poter dare in futuro anche molto di più alla causa azzurra.

BOLELLI 7. Le strategie di capitan Volandri per il doppio lo hanno di fatto messo ai margini di ogni contesa: a Malaga non ha messo piede in campo, a Bologna ha perso assieme ad Arnaldi contro il Canada, a sfida già decisa, e poi con Musetti contro la Svezia, anche qui con il successo azzurro già in tasca. Ma questa Davis arriva come un meraviglioso premio alla carriera per il 38enne bolognese, la cui esperienza in termini anche emotivi ha pesato eccome, in un gruppo giovane da mantenere sui giusti binari in una competizione così logorante.

VOLANDRI 10. Il capitano non giocatore si è rivelato sublime alchimista, dosando talento ed energie nel corso delle due settimane di fuoco della Davis. Con un Sinner in squadra è tutto più facile, certo, ma dopo il disastro contro il Canada a Bologna non era per niente semplice mantenere la barra dritta e volare a Malaga. Anche perché, è bene ricordarlo, l'assenza di Berrettini non poteva non pesare. Anche la scelta di puntare su Jannik in doppio appare scontata solo a posteriori. Filippo dimostra di conoscere tutto dei suoi ragazzi, spremendo il meglio da loro senza mai dare l'impressione di perdere il controllo della situazione. Sonego e Arnaldi lo ripagano con gli interessi. E ora Volandri appaia Pietrangeli sul trono dei capitani azzurri trionfatori.

Continua a leggere tutte le notizie di sport su