Virtus ko Troppo Barça, addio secondo posto

Shengelia ancora out: lo spareggio in Catalogna prende subito una brutta piega. Solo 4 triple a bersaglio su 25 tentativi

di MASSIMO SELLERI -
1 febbraio 2024
Virtus ko Troppo Barça, addio secondo posto
Virtus ko Troppo Barça, addio secondo posto

Fc Barcellona

84

Virtus Bologna

57

FC BARCELLONA: Da Silva 2, Pauli, Vesely 9, Brizuela 11, Kalinic 6, Satoransky 5, Hernangomez 17, Laprovttola 16, Parker 11, Nnaji, Jokubaitis 7, Parra. All. Grimau.

SEGAFREDO BOLOGNA: Cordinier 12, Lundberg 11, Belinelli 4, Pajola, Dobric 2, Lomazs, Hackett 4, Mickey 8, Polonara 6, Zizic 2, Dunston 4, Abass 4. All. Banchi.

Arbitri: Belosevic, Nikolic, Cici.

Note: parziali 20-17; 41-27; 61-44. Tiri da due: Barcellona 27/51; Bologna Virtus 20/40. Tiri da tre: 7/19; 4/25. Tiri liberi: 9/12; 5/8. Rimbalzi: 47; 31.

BARCELLONA (Spagna)

Le sporadiche fiammate di Lundberg e gli altrettanto isolati guizzi di Cordinier non consentono alla Virtus di evitare una figuraccia in una partita dove la formazione di Banchi dimostra ancora quanto sia indigesto giocare lontano dalle Due Torri.

Due allenamenti non sono sufficienti per rimettere in campo Shengelia, ma sarebbe ingeneroso verso tutta la squadra pensare che la Segafredo perda la bussola in trasferta quando il georgiano non c’è.

La realtà è che fino a qualche settimana fa la V nera aveva disputato una stagione al limite della perfezione e poi, quando la big europee si sono compattate o si sono aggiustate, la musica è cambiata con le difese, anche quelle meno ruvide come quella del Barcellona, che hanno preso la misure al sistema di gioco bolognese e hanno trovato il modo per incepparlo.

Così si spiega il 4/25 nel tiro da tre accompagnato da un altrettanto poco brillante 20/40 in quello da due. Cifre che dimostrano quanto i bolognesi siano stati spenti dal punto di vista nervoso dando l’idea di avere un problema di energia.

Gli ospiti partono forte con Cordinier (5-11), ma già nel secondo quarto danno l’idea di essersi smarriti. La Virtus arriva al -20 (52-32) e poi cerca il sussulto di orgoglio con Lundberg, uno dei pochi a non giocare con il fremo a mano tirato. Si arriva così al -27 finale che non è tanto grave per la dimensione del passivo o perché non è stata difesa la differenza canestro oppure perché bisogna dire addio, almeno momentaneamente, al secondo posto.

Il problema è che senza il calore del suo pubblico questa squadra, che proprio giovane non è nei suoi punti di riferimento principali, tende a disunirsi davanti alle prime difficoltà. Domani alla Segafredo Arena arriva il Partizan con Shengelia che dovrebbe rientrare.

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