Dea, il perno del futuro. CDK rinato con Gasp è l’erede di Robokoop

L'Atalanta si prepara al mercato estivo puntando su giovani talenti per rinforzare la squadra, con l'obiettivo di restare competitiva nelle coppe europee. La cessione di Koopmeiners finanzierà nuovi acquisti, mentre giocatori come De Ketelaere e Pasalic sono visti come possibili eredi. Gasperini potrebbe riadattare De Ketelaere nel ruolo di trequartista, seguendo il modello di successo con Papu Gomez.

di FABRIZIO CARCANO -
23 marzo 2024
CDK rinato con Gasp è l’erede di Robokoop

De Ketelaere (che ieri si è fermato con il Belgio per un risentimento muscolare) sarà l’erede di Koopmeiners in uscita dall’Atalanta

L’Atalanta sta già preparando un mercato per rinforzare la squadra per la prossima stagione. A prescindere dal finale aperto di questa annata in cui la formazione nerazzurra è ancora in corsa per vincere l’Europa League, la Coppa Italia e qualificarsi per la Champions. Martedì il presidente nerazzurro Antonio Percassi ha indicato l’obiettivo di restare nelle coppe europee. Continuando su un percorso pluriennale con una strategia di mercato chiara e condivida dal co owner americano Stephen Pagliuca: una sola cessione illustre, da 60-70 milioni, da investire in due o tre giocatori forti, massimo 25enni, per continuare a rinforzare e ringiovanire la squadra. È quello che è accaduto nel 2021, con i soldi della cessione di Romero al Tottenham arrivarono Musso, Demiral, Zappacosta e Koopmeiners.

Lo scorso anno i 75 milioni introitati dalla vendita di Hojlund allo United sono stati reinvestiti per acquistare Scamacca, Tourè, Bakker e a gennaio Hien, tutti giocatori dal ‘99 in su, oltre ai prestiti di Holm e De Ketelaere. L’annunciata separazione da Koopmeiners rappresenterà l’unica vera operazione in uscita, al di là poi di scelte tecniche su eventuali giocatori che non avranno convinto. Ma per l’appunto l’unica vera cessione sarà quella di RoboKoop, per una cifra che non sarà inferiore ai 65-70 milioni: soldi che serviranno per acquistare altri due o tre giocatori importanti. Gli altri gioielli resteranno, salvo offerte veramente clamorose e al momento inattese. L’intenzione è trattenere il portiere Carnesecchi, che ha ancora margini di crescita, il golden boy Scalvini, giovedì titolare con l’Italia, l’altro gioiellino Ruggeri, anche lui pronto all’esplosione, e i vari Ederson, richiestissimo in Premier, Pasalic, Lookman, Tourè, Scamacca, Hien. Andranno riscattati il laterale Emil Holm, altro giocatore in fase di esplosione, dallo Spezia, e ovviamente Charles De Ketelaere dal Milan: 7 milioni per lo svedese, 23 milioni per il belga, ma si tratta di una cifra che la dirigenza nerazzurra aveva già accantonato dallo scorso anno.

Perché l’operazione CDK, definita con un prestito oneroso a un riscatto facoltativo, al quartier generale di Zingonia è sempre stata considerata come un vero acquisto: De Ketelaere è stato preso per restare, fin dall’inizio, tanta era la fiducia nel fiammingo, trattato peraltro nell’estate 2020 con il Bruges dopo che era esploso a soli 19 anni. E proprio De Ketelaere (che ieri si è fermato con il Belgio per un risentimento muscolare agli adduttori, pur restando in ritiro con i Diavoli rossi senza essere rimandato a casa) sarà l’erede di Koopmeiners, quale giocatore di riferimento e leader tattico. Ereditando forse anche il ruolo di trequartista, perché CDK con il Bruges era un fantasista. Gasperini, che lo ha rilanciato da attaccante, potrebbe provare a riportarlo indietro nel tridente, come era già accaduto con il Papu Gomez nel momento migliore della sua carriera. In quel ruolo dietro le punte Gasp ha saputo far rendere al meglio anche Cristante e Pessina.

Un De Ketelaere ‘numero dieci’ alla Koop, detto che la Dea ha già in casa un sostituto naturale nel ruolo, Mario Pasalic, che a 29 anni entra nella fase migliore della carriera. Il croato nasce da trequartista, poi riadattato a mediano e persino a seconda punta, ma potrebbe coprire il ruolo di Koopmeiners. Senza dimenticare un altro talento cristallino rilanciato da Gasp, ovvero il russo Aleksey Miranchuk, piedi buoni e fosforo, anche lui all’apice a 29 anni. Tante opzioni già pronte sul tavolo verde del campo d’allenamento di Zingonia.

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