Ecco quell’indiavolato di Saelemaekers. Recupero record per sfidare il suo Milan

Ieri Alexis è rientrato in gruppo: a San Siro ci sarà per affrontare il passato e cercare il primo gol con la maglia del Bologna

di GIANMARCO MARCHINI -
25 gennaio 2024
Ecco quell’indiavolato di Saelemaekers. Recupero record per sfidare il suo Milan
Ecco quell’indiavolato di Saelemaekers. Recupero record per sfidare il suo Milan

I tifosi del Bologna quel gol forse se lo ricordano ancora. Com’era? Tacco di Rebic, cross di Theo Hernandez, velo di Ibrahimovic e piattone sinistro a battere il portiere. E’ la descrizione della prima rete rossonera di Alexis Saelemaekers. Era il 18 luglio del 2020, la serie A cercava di recuperare il tempo perduto con il covid, e quella sera, proprio il biondino con un codice fiscale sulle spalle aprì il banchetto sui rossoblù di Mihajlovic (5-1 alla fine). Dentro la campana di vetro di San Siro, vuoto di tifosi e pieno di misure anti-contagio, risuonò forte l’urlo di gioia del ragazzino belga, prelevato pochi mesi prima dai banchi dell’Anderlecht dove studiava da grande calciatore.

La descrizione del primo gol con la maglia del Bologna, invece, non c’è, semplicemente perché Alexis rincorre ancora questo traguardo. Come un ragazzo segue l’aquilone, direbbe De André. Un po’ con quell’incoscienza lì, Saelemaekers ha rincorso il desiderio di giocare la sfida di sabato sera in casa del ‘suo’ Milan, andando contro le logiche e le tempistiche di uno spigolosissimo infortunio muscolare (lesione del gemello mediale). E, ieri, a Casteldebole il 25enne belga ha riabbracciato il Bologna: primo allenamento in gruppo e biglietto prenotato per Milano (con molta probabilità partirà dalla panchina). Con l’entusiasmo ostinato dei ragazzini, Alexis voleva esserci e ci sarà. Così come dall’inizio c’era il Bologna nel suo destino. Non poteva perdersela questa sfida, dopo aver già perso il debutto al Dall’Ara, quando il Milan approfittò della polvere del cantiere rossoblù per portare a casa i tre punti. Il belga guardò dal divano la sfida, escluso dai convocati e dal progetto, con Pulisic e Chukwueze a sbarrargli quella fascia destra consumata in lungo e in largo in tre anni e mezzo di rossonero.

A Bologna, Alexis ha ritrovato il sorriso e la sensazione di sentirsi importante ("Nessuno mi ha mai parlato come Thiago nella telefonata in cui mi disse che mi voleva"), ma non ha ancora ritrovato i lampi del preziosissimo jolly del Milan dello scudetto 2021-22 (primo per presenze in campionato, 36, e in stagione, 46). Un po’ perché Motta predica un calcio che necessita una lunga digestione. Un po’ perché Saele si è forse calato nella nuova realtà con la sicurezza di quello che veniva da una grande squadra. Piano piano si è scrollato di dosso questa convinzione e le sue prestazioni sono cresciute, con l’apice a Salerno, quando ha fatto ammonire sei avversari, facendo rivedere lo stesso 56 apprezzato al Milan. Il numero lo ha conservato anche al Bologna. "Lo avevo all’Anderlecht e io sono un po’ scaramantico". Il futuro, invece, ha un numero decimale: 9,5, come i milioni del riscatto qualora i rossoblù decidessero di esercitarlo. Ma questa è tutta un’altra partita. Prima, c’è quella importantissima di San Siro.

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