Bandiere palestinesi in curva: il Celtic sospende gli abbonamenti degli ultras Green Brigade

Durante la partita di Champions contro l’Atletico, il gruppo ha fatto una coreografia in difesa della Palestina

di KEVIN BERTONI -
1 novembre 2023
I tifosi Celtic Glasgow con le bandiere della Palestina

I tifosi Celtic Glasgow con le bandiere della Palestina

Glasgow, 1 novembre 2023 – Grave escalation di comportamenti inaccettabili, con queste parole il Celtic ha deciso di sospendere a tempo indeterminato tutti gli abbonamenti dei componenti del gruppo ultras della squadra denominato Green Brigade (la Brigata Verde). La decisione del club di Glasgow arriva dopo la coreografia messa in scena dai tifosi durante la partita di Champions League contro l’Atletico Madrid, giocatasi mercoledì 25 ottobre al Celtic Park e terminata 2-2. Il gruppo Green Brigade, prima della partita, aveva distribuito a tutti i membri della curva delle bandiere della Palestina. Negli istanti prima della gara gli ultras hanno iniziato a sventolare le bandierine e, come solito prima delle gare interne dei biancoverdi, intonare il famoso coro ‘You’ll never walk alone’, reso celebre anche dai tifosi del Liverpool. La scelta del gruppo Green Brigade arriva dopo svariati appelli della società di non ‘politicizzare’ la partita e non fare alcun riferimento al conflitto in Medio Oriente, richiesta totalmente ignorata dai supporters. Nel corso degli anni le bandiere palestinesi sono state regolarmente sventolate o esposte durante le partite del Celtic. La Green Brigade ha anche incoraggiato i tifosi del Celtic a sfidare apertamente il club e “sventolare coraggiosamente la bandiera per la Palestina”. Secondo quanto riportato, durante la sfida contro l’Atletico sarebbe apparsa sugli spalti del Celtic Park anche la bandiera del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp), si tratta di un gruppo riconosciuto come organizzazione terroristica dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, ma non dal Regno Unito. Per questo motivo la UEFA e l’associazione per la campagna contro l’antisemitismo hanno chiesto alla società scozzese di agire, affermato che la presenza della bandiera del FPLP è una totale vergogna.

Non è la prima volta, episodi simili a questo si sono già verificati in passato. Tornando indietro nel tempo, anche nella sfida di Scottish Premership del 7 ottobre contro il Kilmarnock gli ultras hanno voluto far sentire la loro vicinanza alla Palestina, nonostante il club avesse ripetutamente chiesto di limitarsi a “pregare per la pace” per entrambe le fazioni coinvolte nel conflitto, senza schierarsi. Inoltre, la squadra allenata da Brendan Rogers quest’anno è già stata multata due volte dalla Uefa: la prima volta per uno spettacolo pirotecnico durante la partita contro il Feyenoord (prima giornata di Champions League), la seconda per uno striscione anti fascista esposto durante la partita contro la Lazio che, secondo Uefa e l’European Governing body (l’Organo Direttivo europeo), conteneva un messaggio provocatorio e offensivo nei confronti dei tifosi biancocelesti. Dunque, considerati anche i precedenti, a seguito dell’accaduto la società con una e-mail ha comunicato la sospensione degli abbonamenti a tempo indeterminato a tutti coloro che fanno parte della Green Brigade.

Chi sono i membri della Green Brigade

La Green Brigade, o Brigata Verde, è uno dei gruppi ultras del Celtic, formatosi nel 2006 e che occupa un angolo della Curva Nord dello stadio. Il gruppo da sempre è fortemente politicizzato e, come dimostrato in svariate occasioni, non ha mai nascosto questa natura. Le prime polemiche iniziarono già nel 2011 quando ad alcuni membri della Brigata Verde non furono inviati i moduli per il rinnovo dell’abbonamento dopo che il club aveva minacciato di disperdere il gruppo in altre sezioni del Celtic Park. Il gruppo ultras, inoltre, intonava spesso cori legati all’IRA, l’esercito repubblicano irlandese che nel corso del XX e XXI secolo si era dedicato all’antimperialismo britannico, operando seguendo il credo che tutta l'Irlanda dovesse essere una repubblica indipendente e libera dal dominio del popolo della Union Jack. Celebre fu, anche, la "Protesta del papavero" messa in atto in una partita contro l’Aberdeen nel novembre 2010. Si trattò di una protesta nei confronti dell’inserimento di un papavero commemorativo sulla maglia del Celtic in occasione del match contro il St Mirren giocatosi a inizio novembre. Il papero commemorativo viene indossato in alcuni paesi per ricordare il personale militare morto in guerra e sono prodotti dalle associazioni dei veterani che li vendono al pubblico in cambio di piccole donazioni. Il gruppo della Green Brigade aveva esposto uno striscione con scritto: “Le vostre azioni farebbero vergognare tutti i diavoli dell’inferno. Irlanda, Iraq e Afghanistan. Nessun papavero insanguinato vicino al nostro stemma”. La Brigata Verde faceva riferimento alle morti civili causate dalle forze armate nelle guerre in Iraq, Afghanistan e, soprattutto, nel massacro del 30 gennaio 1972 noto come Bloody Sunday quando tanitssimi civili disarmati vennero uccisi da membri dell’esercito. In tempi più recenti, il gruppo ultras si è anche schierato in supporto del movimento Black Lives Matter, a seguito dell’omicidio di George Floyd, cambiando anche nome a tutta una serie di vie di Glasgow ribattezzandole con nomi di importanti leader e attivisti neri per i diritti civili. Oltre a ciò, durante gli anni si sono susseguite multe e richiami al gruppo organizzato da parte non solo del Celtic stesso, che più volte ha chiuso quello spicchio di curva, ma anche dalla Uefa.

Quando potrà tornare al Celtic Park la Green Brigade?

La sospensione dei tifosi appartenenti alla Brigata Verde è a tempo indeterminato. Nonostante ciò, pare che durerà per tutto il mese di novembre. In questo lasso di tempo il Celtic giocherà in casa solamente partite di campionato, tre per l’esattezza di cui la prima questa sera contro il St Mirren. Ma il divieto di ingresso potrebbe essere ampliato anche fino a dopo la partita di Champions League contro il Feyenoord in programma il 13 dicembre, l’ultima del girone. Al momento la dirigenza si riserva di decidere la durata della sospensione e, rimanendo in stretta collaborazione con i vertici della UEFA, sta cercando una data utile per poter far rientrare i propri tifosi allo stadio senza che ci siano altri disordini, almeno nei primi tempi. L’unica cosa che appare certa è che difficilmente il club di Glasgow terrà il gruppo ultras fuori dal Celtic Park per tutto il resto della stagione.

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