Conceicao, Dna da gol. Dejà vu Iordanescu-Hagi

I figli d’arte nel torneo: e nella Romania la doppia dinastia di ct e giocatore

di LORENZO LONGHI -
20 giugno 2024

Di padre in figlio, l’Europeo è una storia di famiglia. Il gol con cui Francisco Conceicao ha regalato nel recupero la vittoria al Portogallo contro la Repubblica Ceca ha inserito il suo nome tra quelli di coloro che hanno segnato almeno un gol all’Europeo. Ebbene: 24 anni fa, prim’ancora che lui nascesse, papà Sergio ne segnò addirittura tre, tutti in una partita, contro la Germania, dove Francisco ha vissuto la sua prima volta. Coincidenze memorabili, da vere dinastie calcistiche. A Euro 2024 i figli d’arte non mancano, ma limitandoci solo a coloro che, padri e figli, hanno disputato almeno una partita agli Europei, oltre a Conceicao la lista comprende anche i francesi Lilian e Marcus Thuram, i danesi Peter e Kasper Schmeichel, gli olandesi Danny e Daley Blind, i romeni Gheorghe e Ianis Hagi, Enrico e Federico Chiesa. Storie anche vincenti: campioni d’Europa sono già stati Thuram (2000) e Schmeichel (1992) padre e Chiesa figlio (nel 2021), ma la vicenda più curiosa è quella degli Hagi, che si incrocia con quella di un’altra famiglia calcistica, gli Iordanescu. Edward Iordanescu, infatti, è l’attuale ct della Romania, e ha convocato in Germania Ianis, appunto l’erede di Hagi. Ma Edward è figlio di Anghel Iordanescu, a sua volta ct della Romania tra il 1993 e il 1998: riuscì a qualificare e guidare la nazionale ai Mondiali 1994 e 1998 e a Euro 1996 e, in tutti i casi, portò con sé il migliore dei numeri 10, Gheorghe Hagi, simbolo e leader di quella nazionale. Padre ct e padre calciatore, figlio ct e figlio allenatore sullo stesso palco: non è nepotismo, ma una questione di talento. Affari calcistici di famiglia, sì, ma al quadrato.

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