Il solito cuore dell’Italia. Zaccagni ci salva al 98’. C’è la Svizzera agli ottavi

Alla fine del recupero la rete del pari che ci dà la certezza del passaggio . La Croazia si illude con Modric dopo il rigore parato da Donnarumma ed esce.

di GIULIO MOLA -
25 giugno 2024
Zaccagni ci salva al 98’. C’è la Svizzera agli ottavi

Zaccagni ci salva al 98’. C’è la Svizzera agli ottavi

dall’inviato

LIPSIA (Germania)

Più bello di così si muore. Immensa Italia con un cuore grande così: soffre, reagisce, va sotto, si rialza e all’ultimo respiro porta a casa un meritatissimo pareggio che vale il passaggio del turno. Dalla batosta con la Spagna allo scatto d’orgoglio con la Croazia. La squadra che in quattro giorni Spalletti ha rimodellato negli uomini e nell’assetto tattico, rinasce dopo la notte da incubo con la Spagna ricordandosi di essere ancora campione d’Europa, fa illudere e punisce all’ottavo minuto di recupero la vecchia ma tostissima Croazia guadagnandosi gli ottavi di finale dove sfiderà la Svizzera, altra nazionale che non evoca bei ricordi avendoci eliminato nella corsa all’ultima Mondiale. Ma per pensare al match contro gli elvetici in programma a Berlino il prossimo 29 giugno ci sarà tempo.

Conta invece che gli azzurri siano riusciti a reagire e a far felici i 10mila tifosi sugli spalti. La reazione che aveva chiesto Spalletti c’è stata. Quanto sia dipeso dall’aver cambiato i connotati alla formazione di Gelsenkirchen (bocciati in avvio Frattesi, Scamacca e Chiesa) è difficile dirlo. Però con il modulo (3-5-2) più adatto alle caratteristiche di calciatori come Di Marco e il tandem Retegui-Raspadori qualche beneficio è arrivato: si è vista comunque una squadra equilibrata, giudiziosa ma pure coraggiosa e con la voglia di giocare a calcio. Prevedibile la partenza aggressiva di Modric e soci ma dopo aver fatto sfogare gli avversari e venti minuti di sofferenza in cui si è rischiato grosso su conclusione di Sucic (bravo Donnarumma), l’Italia è uscita fuori dal guscio e ha cominciato a fare la sua partita. Ordinati, a tratti persino brillanti, gli azzurri si avvicinavano alla porta croata con i vivaci Retegui e Raspadori e soprattutto col solito Bastoni (26’) che di testa costringeva Livakovic alla grande parata. In avvio di ripresa Frattesi (entrato da pochi minuti) si faceva pizzicare dal Var col braccio aperto sul cross di Kramaric: Donnarumma ipnotizzava Modric dal dischetto ma l’azione continuava e dopo un mischione in area il campione del Real faceva centro. Gli azzurri rischiavano di sprofondare, Spalletti cambiava tutto e uno dopo l’altro inseriva tutti gli attaccanti, da Chiesa a Scamacca fino a Zaccagni. E proprio quest’ultimo, nell’interminabile recupero, raccoglieva l’assist perfetto di Calafiori e con un tiro a giro infilava il pallone là dove nessuno ci sarebbe arrivato. Panchina in piedi pazza di gioia, Spalletti irrefrenabile e dopo il triplice fischio tutti a festeggiare sotto la curva dei 10mila cuori azzurri. Come in una favola.

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