Inghilterra appannata contro la Danimarca: la qualificazione agli ottavi è rimandata

La squadra di Southgate in difficoltà fisica e di gioco, alla fine è 1-1 con Kane e Hjulmand: tutti i verdetti all’ultima partita

di MANUEL MINGUZZI -
20 giugno 2024
La sfida tra Inghilterra e Danimarca

La sfida tra Inghilterra e Danimarca

Francoforte, 20 giugno 2024 – Inghilterra opaca e appuntamento con gli ottavi di finale rimandato. La squadra di Gareth Southgate ha pareggiato uno a uno con la Danimarca, risultato utile a mantenere il primo posto del girone ma non a chiudere i discorsi qualificazione. Urge riflessione in vista della terza giornata. Hjulmand ha risposto al gol iniziale di Kane, ma nel finale gli inglesi hanno ballato con smaccati errori di impostazione. Inghilterra in testa con 4 punti, ma Danimarca e Slovenia sono a 2 e anche la Serbia è ancora in gioco con 1.

La partita

I danesi scelgono il 3-4-1-2 con il rossoblù Kristiansen largo a sinistra, Eriksen sulla trequarti e davanti coppia d’attacco classica composta da Wind e Hojlund. Southgate conferma invece il 4-2-3-1 con Bellingham tra le linee, Saka e Foden esterni e Kane prima punta.

L’avvio di partita è abbastanza compassato, da un lato l’Inghilterra cerca di tenere il possesso, dall’altro la Danimarca ha una buona copertura degli spazi e gli sbocchi latitano. L’intento di Hjulmand, ovviamente, è non concedere campo aperto a Saka, tra i migliori nella prima partita, con Kristiansen chiamato a fare buona guardia e a impensierirlo in fase offensiva. Una buona idea per i danesi è sfruttare il campo aperto in verticale e i lanci lunghi per Hojlund sono una discreta soluzione per evitare che la difesa inglese si riorganizzi. Le occasioni, però, latitano e il ritmo della partita non è di quelli incessanti. Almeno fino al 18’, quando Kristiansen si addormenta, così Walker gli soffia palla e la serve a Kane che segna il più facile dei gol a centro area: 1-0. Il vantaggio fa sciogliere il gioco degli inglesi, a maggior ragione con gli avversari chiamati a salire di baricentro e scoprirsi. La Danimarca prova a reagire, tuttavia manca ritmo nella manovra e mancano idee convincenti per mettere Hojlund nella condizione di segnare, perché Eriksen è ben schermato e le fasce sono ben controllate dagli inglesi. Il match è abbastanza piatto con la Danimarca che ha poco ritmo e l’Inghilterra che non ha motivo di accelerare essendo già avanti, di fatto Pickford non è chiamato a interventi e anche Schmeichel rimane abbastanza tranquillo, gol subito a parte. Ci sono larghi tratti di partita al piccolo trotto, quasi come a voler rimandare le cose al secondo tempo e l’unico brivido per Pickford è una uscita maldestra a mano aperta ma senza danesi pronti a raccogliere l’errore. Serve una invenzione, dal nulla, e la trova l’ex Lecce Hjulmand che spara un siluro dai 25 metri che bacia il palo e si deposita in rete: 1-1 al 35’. L’azione nasce da un fallo laterale a favore dell’Inghilterra che poi Kane spreca con un pallone in orizzontale intercettato dai danesi. Da lì la botta di Hjulmand che manda in tripudio la casa reale danese in tribuna. Di colpo, i leoni inglesi si scompongono e la Danimarca si incunea con maggior continuità tra le linee, ed è soprattutto Hjulmand a creare grattacapi con i continui smarcamenti. Inghilterra non scintillante: all’intervallo è 1-1.

Non è una partita facile per gli inglesi che vedono la Danimarca approcciare bene anche il secondo tempo e Bellingham non ha ancora messo in moto le sue giocate. C’è anche un terreno di gioco in non perfette condizioni con gibbosità e zolle che si sollevano. Anche stare in piedi diventa difficile e la qualità ne risente. Southgate va subito con qualche cambio e toglie uno spento, e fuori ruolo, Alexander Arnold per fare spazio a Gallagher. Scelta non esattamente felice quella del ct. C’è subito uno squillo dei bianchi di Inghilterra con la prima vera incursione di Foden che scarica il sinistro: palo a Schmeichel battuto. Il ct danese sceglie due cambi con Damsgaard e Bah per cercare di riprendere in mano la partita, ma è Saka a mettersi in moto con un paio di percussioni pericolose. Il match scorre via sempre a ritmo compassato alternato ad accelerazione improvvise, ma i tentativi di Eriksen e di Rice non hanno fortuna. Le due squadre non disdegnano le conclusioni da fuori quando spesso le aree risultano intasate. Anche Damsgaard si iscrive alla gara di tiri da lontano: Pickford blocca sicuro. Southgate non è pienamente soddisfatto e opta per un triplo cambio al 70’ rivoluzionando tutto l’attacco: dentro Eze, Watkins e Bowen alla ricerca di un cambio di passo. Ed è subito Watkins a farsi vedere su imbeccata di Guehi ma Schmeichel chiude lo specchio della porta e salva il risultato. Dall’altra parte è Pickford a doversi distendere in tuffo su conclusione dalla distanza di Hojbjerg. Ci si avvia verso il novantesimo con l’Inghilterra che rischia il giusto, è comunque in testa con 4 punti, e la Danimarca che sarebbe seconda a pari merito con la Slovenia, ma con la possibilità di giocarsela con i serbi nell’ultima partita: non serve fare scelte troppo avventate. Nel finale di gara si rivede anche Skov Olsen, ex Serie A con il Bologna, assieme a Norgaard, ex Fiorentina, ma è Guehi a concedere una mezza occasione con una sciocca persa sulla trequarti anche se Bah tergiversa e permette agli inglesi di recuperare in extremis. Inglesi in ginocchio dal punto di vista fisico e un’altra palla persa consente a Hojbjerg la stoccata dal limite: tiro a giro che sibila a lato del palo. Il triplice fischio dell’arbitro toglie di fatto gli inglesi dalla difficoltà e alla fine il punto può andare bene. Inghilterra poco brillante e appannata. Tutto rimandato all’ultima partita.

Continua a leggere tutte le notizie di sport su