"Io mi fido di Spalletti”. Marchegiani e le scelte: "Blocco Inter e modulo, il ct sa quello che fa”

L’ex portiere azzurro fa le carte alla spedizione europea: "Qualche decisione mi ha stupito, soprattutto l’esclusione di Politano e Bonaventura. In porta siamo messi benissimo, ci sono almeno 8 giocatori che meritano la nazionale"

di LUCA MIGNANI -
13 giugno 2024
Marchegiani e le scelte: "Blocco Inter e modulo, il ct sa quello che fa"

Marchegiani e le scelte: "Blocco Inter e modulo, il ct sa quello che fa"

Roma, 13 giugno 2024  – Siamo in buone mani. A buon intenditor, poche parole. E se l’"intenditor" è Luca Marchegiani, che proprio grazie alle sue mani (ma non solo) è partito dalla Promozione a Jesi per arrivare fino al Mondiale di Usa 1994, c’è da crederci, ascoltare, sperare. Carriera da più di 600 presenze tra i pali, dieci titoli in bacheca: dalla Serie B alla Mitropa Cup col Torino, passando per tre Coppe Italia in granata e con la Lazio, fino al tris scudetto, Coppa delle Coppe e Supercoppa Uefa a tinte biancocelesti. Siamo in buone mani: in porta e non solo.

Anche se le candidate alla finale, per il 58enne anconetano, voce di Sky a Euro 2024, sono altre: "Francia, Inghilterra, Spagna, Germania. Poi altre squadre non di primissima fascia, ma con giocatori forti e abituati alle competizioni internazionali: l’Olanda, su tutte. In più Belgio e Portogallo, ad esempio".

E l’Italia?

"Non è la favorita in assoluto. Ma vedremo. Deve puntare su quella che è stata la sua forza nel 2021: l’organizzazione e lo spirito di squadra che hanno fatto vincere Mancini. Spalletti è assolutamente in grado di ricreare entrambe le cose. Sono curioso di vedere come giocherà tatticamente".

Difesa a tre?

"Le convocazioni sono state fatte in questo senso. Non è un’idea sbagliata affidarsi a un blocco che ha fatto benissimo come quello dell’Inter: può far giocare la Nazionale come un club".

E a centrocampo?

"Ci sono giocatori in grado di fare entrambe le fasi, con buona qualità tecnica e anche corsa: Barella, Pellegrini. Jorginho, poi, è un regista esperto e si è ripreso molto bene nell’ultimo campionato con l’Arsenal. In più c’è Cristante, quando servirà maggior copertura. Mi hanno stupito le scelte in questo reparto".

Perché?

"Il ciclo di Spalletti in Nazionale non finirà con questo Europeo, avrebbe potuto andare più sul sicuro, anche se in Italia storicamente siamo abituati a sorprese dell’ultimo momento che poi si sono rivelate decisive e vincenti. Ma non ci saranno giocatori che hanno fatto parte di questo gruppo fino all’ultimo".

Locatelli, ad esempio.

"Sì, ma anche Bonaventura: è vero che non è più un ragazzino, però uno come lui fa sempre comodo in questo tipo di competizioni. Può fare diversi ruoli a centrocampo, ha il passaggio e il tiro da fuori, garantisce soluzioni. L’esclusione di Politano invece, a mio parere, rappresenta la volontà di non usare il 4-3-3".

Capitolo portieri.

"Ne abbiamo di ottimi da sempre e in questo momento siamo anche più forti rispetto al recente passato: ce ne sono 7-8 che potrebbero benissimo essere in Nazionale. Abbiamo la fortuna di avere Donnarumma che ha qualcosa in più degli altri ed è titolare indiscusso. Dietro di lui in tanti non solo si equivalgono, ma potrebbero anche giocare e hanno fatto esperienze importanti: il problema degli anni scorsi era che tutte le prime in classifica avevano in porta stranieri. Ne sono rimasti ancora troppi, secondo me. Però Provedel, Vicario e Meret hanno respirato l’aria internazionale. E per il futuro ci sono Carnesecchi e Di Gregorio, ad esempio".

Chi può sorprendere?

"Scamacca. A marzo non era stato nemmeno convocato in Nazionale, ma conta il momento e ci sono calciatori che se imbroccano il torneo giusto possono essere decisivi. Lui è uno di questi. Nell’ultimo periodo con l’Atalanta è diventato un giocatore importantissimo, in pochi hanno un centravanti con le sue caratteristiche di movimento e il suo senso del gol: è un riferimento, difende palla, tira benissimo in porta, può fare una rete a partita".

Qualcun altro?

"Non sarebbe una sorpresa, ma mi aspetto molto da Chiesa. Nell’ultima parte dell’annata ha dato l’idea di aver ripreso vigore. In tutti i sensi. Può partire largo, andare a prendersi palla e metri: è il ruolo che più gli piace. Ma può giocare anche più stretto, visto che nella Juventus ha fatto tutto l’anno la seconda punta libera di muoversi. Uno come lui garantisce tante soluzioni".

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