Italia, è la notte giusta per volare. Spalletti sfida la Spagna col gioco. Prima chance di prendersi gli ottavi. L’energia di Cristante in mediana

La classica vale la vetta del Girone B, negli ultimi due tornei continentali abbiamo avuto la meglio noi. La ’Roja’ con De la Fuente ha cambiato volto. Il ct: "Ma non pensiamoli più forti di quello che sono" .

di GIULIO MOLA -
20 giugno 2024
Spalletti sfida la Spagna col gioco. Prima chance di prendersi gli ottavi. L’energia di Cristante in mediana

Spalletti sfida la Spagna col gioco. Prima chance di prendersi gli ottavi. L’energia di Cristante in mediana

dall’inviato

GELSENKIRCHEN (Germania)

"Andremo in campo vestiti bene e con le divise firmate, ma pronti anche a sporcarci. Se si dà il pallino in mano agli avversari, da questa partita se ne esce male". Luciano Spalletti manda un chiaro avviso ai “naviganti” (lo spogliatoio azzurro) in attesa di sfidare la Spagna infarcita di talenti in un match che, in caso di vittoria, può valere la testa del girone. Ma il ct dell’Italia, alla vigilia di una delle partite più importanti della sua carriera ("E’ vero, lo è. Tutti abbiamo delle storie da raccontare e i calciatori se ne accorgeranno alla mia età") lancia pure una sorta di “provocazione” alle Furie rosse: "Non sopravvalutiamoli". Il che non vuol dire ridimensionare gli avversari ("La Spagna è diventata quello che è perché ha avuto il coraggio nel tempo di mantenere la stessa idea di calcio"), ma caricare con la giusta autostima un gruppo che sa benissimo di dover sostenere l’esame di maturità nella notte di Gelsenkirchen.

E poi la qualificazione è una strada più in discesa dopo la nuova e clamorosa frenata di ieri della Croazia con l’Albania. A poche ore dalla sfida della Veltins Arena con la Roja siamo in buona posizione per conquistare l’accesso agli ottavi: vincere vorrebbe dire ipotecare il primo posto, con un eventuale pareggio, invece, basterebbe non perdere contro la Croazia per passare. Se la Spagna dovesse batterci, l’unica differenza sarebbe che, in caso di sconfitta contro la Croazia, l’Italia scivolerebbe al terzo posto ma con ottime probabilità di rientrare tra le quattro migliori terze.

Non è però questo il momento dei calcoli, il ct e il gruppo si concentrano solo sulla partita per scrivere una meravigliosa storia di pallone. Quella di stasera sarà la panchina numero dodici di Spalletti in Nazionale e l’unico incrocio con una big (l’Inghilterra) non è andato bene. Ma la sua Italia sta crescendo ed è lecito aspettarsi che si alzi il livello. "Vedremo di che pasta siamo fatti contro uno degli avversari più forti". E dà un’idea del tipo di partita che vuole: "Dobbiamo metterci la qualità e aggressività che impediscono loro di portarti in giro per il campo, perché sennò loro lo fanno per davvero. Perché da un punto di vista della rapidità esistono delle distanze: la Spagna ha tempi di reazione migliori. Nelle velocità medie e alte sono molto più intensi di noi, il loro più veloce va a 34 all’ora, noi nessuno oltre i 29 e noi invece abbiamo preso qualche ripartenza di troppo". Tutto questo con una raccomandazione: "Non bisogna comunque pensarli più forti di quello che sono".

Nessun indizio sulle scelte ("La formazione non la dico il giorno prima, perché anche dalla Spagna non mi è arrivata nessuna notizia") e si potrebbe pensare alla conferma in blocco della squadra che ha battuto l’Albania anche se uno fra Mancini, Darmian, Retegui e Cristante (quest’ultimo al posto di Pellegrini per irrobustire la mediana) è in rampa di lancio. Il resto sono battute sparse: dalla scelta del rigorista ("Ne ho almeno sei, da Scamacca a Calafiori") all’elogio di Morata ("Non è pigro, corre tantissimo"). Con una preghiera finale rivolta ai suoi calciatori: "Prepariamoci a subire la qualità della Spagna ma dobbiamo mantenere la voglia matta di fare la partita. Non vogliamo uscire dal campo con il rimpianto di non aver provato a fare le nostre cose".

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