Sotto dopo 23 secondi con l’Albania. Bastoni e Barella rialzano gli azzurri

L'Italia vince con il gol più veloce dell'Europeo, mostrando freschezza e determinazione. La squadra affronta la Spagna con fiducia e fame di successo.

di DORIANO RABOTTI -
16 giugno 2024
Sotto dopo 23 secondi con l’Albania. Bastoni e Barella rialzano gli azzurri

Sotto dopo 23 secondi con l’Albania. Bastoni e Barella rialzano gli azzurri

Ventitré secondi dovrebbero essere il tempo di un bacio memorabile a occhi chiusi, non di uno schiaffo che te li lascia sbarrati e increduli. Eppure senza quella botta da record (gol più veloce mai segnato in un Europeo e anche mai subito dall’Italia in una manifestazione ufficiale), senza quel regalo al sassolese Bajrami tipico di chi è talmente eccitato dal panorama emotivo da non accorgersi che intanto gli altri hanno iniziato a giocare, non ci sarebbe stata la prima festa azzurra all’Europeo tedesco.

Soltanto il tempo dirà quanto vera è stata la gloria del debutto, all’orizzonte per capirlo c’è già una Spagna che gioca un altro campionato rispetto all’ostica Albania. Ma intanto la reazione è di quelle importanti, perché dà il polso di un gruppo che ha fame. E anche sul piano tecnico l’Italia di ieri sera è piaciuta per la freschezza di un gioco corale nel quale il modulo è quasi un’opinione, troppi jolly che a centrocampo sanno fare tutto, pochi punti di riferimento se non l’ariete Scamacca davanti e una difesa rimasta a quattro.

Il lavoro duttile e frenetico di Barella, Frattesi e Pellegrini, per certi versi anche di Jorginho, tutti pronti a cantare e a portare la croce alla bisogna, ricorda molto un’Olanda in salsa azzurra, ed è vero che non è il caso di esaltarsi per aver battuto l’Albania, ma considerando il poco tempo a disposizione e le novità forzate (Calafiori su tutti), l’impressione è che gli azzurri abbiano già capito bene il meccanismo che Spalletti sta affinando con la passione artigianale di un orologiaio. Almeno nel primo tempo.

Bajrami aveva fatto sperare i tantissimi albanesi arrivati a Dortmund, ma fin dal primo istante, negli occhi di Dimarco e Bastoni che hanno capito di averla fatta grossa ma non hanno tradito la minima paura, si era capito che la reazione sarebbe arrivata. A stupire è stata la velocità, semmai: pochi secondi dopo il quarto d’ora, Barella aveva già fatto capire perché è l’unico giocatore insostituibile di questo centrocampo, con il bolide che ha chiuso la gara, già raddrizzata dal colpo di testa di Bastoni cinque minuti prima.

Ci sarebbe anche un palo di Frattesi, in realtà una paratona di Strakosha, dopo un assist di uno Scamacca volitivo. Ci sarebbe anche un secondo tempo più di controllo, con qualche rischio di troppo corso nel finale ma forse è anche meglio così perché sappiamo come siamo fatti, rendiamo meglio quando abbiamo un po’ di paura e l’euforia è sempre pronta a farci lo sgambetto.

La Spagna all’orizzonte è il candidato perfetto per farci capire se ce lo meritiamo, di sognare. Un passo alla volta.

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