Ucraina, guerra e pallone: i seggiolini di Kharkiv esposti in Germania

L'Ucraina, devastata dalla guerra, cerca speranza nel calcio. Shevchenko guida la squadra verso la vittoria, con Zelensky a sostegno

di GIULIO MOLA, INVIATO -
24 giugno 2024
Andriy Shevchenko mostra i seggiolini dello stadio bombardato di Kharkiv

Andriy Shevchenko mostra i seggiolini dello stadio bombardato di Kharkiv

Frammenti di guerra, ricordi di quel che era e non c’è più, dolorosi reperti che testimoniano la durezza di un conflitto che ha messo in ginocchio una nazione intera senza risparmiare nessuno. Solo tre anni fa l’Ucraina arrivava ai quarti di finale nell’ultimo torneo continentale, ma da allora il calcio in patria è stato spazzato via. Molte squadre, come il titolatissimo Shakhtar, non hanno più una sede. Si gioca senza spettatori un po’ dappertutto come accadeva durante il Covid e le sirene pronte a suonare l’allarme montate sui tetti. Pure la Nazionale di Rebrov, quando può, deve emigrare in Polonia per disputare partite ufficiali o amichevoli.

Girarsi dall’altra parte non si può, ecco perché l’uomo simbolo dello sport ucraino e presidente della federcalcio di Kiev, Andry Shevchenko, ha portato in Germania alcune rovine dello stadio Sonyachny di Kharkiv, bombardato dai russi: in particolare seggiolini gialli e azzurri, danneggiati dai combattimenti. I resti di quelli che nel 2012 facevano parte del campo d’allenamento della nazionale olandese nell’Europeo condiviso con la Polonia. La gran parte sono stati allineati nella città di Monaco di Baviera, a Wittelsbacherplatz. Ma questo simbolico messaggio fra sport e politica, che vuol ricordare la tragedia di un popolo intero a causa dell’invasione della Russia e dei combattimenti, sta arrivando anche nelle altre città che ospitano la nazionale: dopo Dusseldorf, i seggiolini verranno esposti a Stoccarda in occasione del match col Belgio.

"Il solo fatto di essere qui dimostra che la gente dell’Ucraina vuole continuare a vivere - dice Shevchenko -. Dobbiamo andare avanti e guardare oltre il conflitto senza rinunciare al quotidiano, ma non possiamo neppure dimenticare. Però è giusto anche godersi le partite, abbiamo una squadra giovane ed ambiziosa che è lo specchio del nostro Paese".

Dopo lo sconforto del debutto, le prime lacrime. Di gioia. In coincidenza con la vittoria dei ragazzi della “generazione d’oro”contro la Slovacchia e tre punti fondamentali. Sono arrivati i complimenti non solo di Shevchenko ma anche del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky che di frequente si videocollega in ritiro per parlare ai calciatori, motivandoli ulteriormente, "Andare avanti e qualificarci agli ottavi di finale darebbe una grande forza morale a tutti - prosegue l’ex attaccante del Milan -. Ricordiamoci sempre che al fronte ci sono i soldati e ci difendono, ma i giocatori vanno in campo e ci rappresentano".

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