Fiorentina, non è finita. Inter da dimenticare, adesso la Conference League

Le buone sensazioni in Coppa Italia e la prossima finale da giocare. L’ottavo posto in classifica? Tanta concorrenza e dipende dalla Juventus

di RICCARDO GALLI -
26 maggio 2023
Cabral e Mandragora
Cabral e Mandragora

Firenze, 26 maggio 2023 – Ci sono tante cose positive che la Fiorentina si è portata a casa dalla notte della finale di coppa Italia.

Ok, la cronaca ribadisce con inevitabile cinismo, che il trofeo, il primo trofeo che la squadra di Italiano avrebbe voluto colorare di viola, se n’è è andato. Però e appunto, la Fiorentina ha sull’orizzonte una nuova chance. E questa chance si chiama Conference League.

Dunque è da questo doppio punto che si deve e si è già ripartiti. Primo: i viola hanno perso contro l’Inter, è vero, ma sono usciti dal campo a testa alta. Con onore assoluto. Secondo: le sensazioni e i punti positivi del match dell’altra sera sono tanti e potrebbero così essere decisivi nel match contro il West Ham.

Firenze, intesa come i tifosi, ma anche la società viola, nei suoi vertici, da Commisso e Barone in giù, hanno capito che il cuore, l’orgoglio e l’autostima con cui si è cercato di controbattere alla corazzata Inter, sono armi che hanno la possibilità di rivelarsi decisivi nell’ultimo match che segnerà il cammino in Conference.

Cosa, è giusto ribadirlo, ha consegnato a Italiano la notte di coppa?

Si comincia dall’approccio, da quel gol a freddo che ha dimostrato la lucidità delle idee della Fiorentina. Lucidità e raziocinio.

Poi, è vero, è arrivato il black out che ha acceso la forza dell’Inter, ma nel secondo tempo, nonostante lo svantaggio e un risultato complicato da riacciuffare, la squadra di Italiano ha saputo pressare, proporsi, attaccare, crederci.

Belle, bellissime, sensazioni nell’ottica della finale di Conference che per la Fiorentina, è giusto ammetterlo, diventa la vera (se non l’unica) strada per trascorrere in Europa anche la prossima stagione.

Anche perché l’alternativa che potrebbe portare l’ottavo posto in classifica (ma servirà attendere il nuovo verdetto sul caso Juventus che arriverà oltre la fine del campionato, a metà giugno), appare un’alternativa fragilissima. Tutta in salita. Quasi impossibile. Classifica avulsa, lotta con avversari in condizione (come Monza e Bologna) e appunto dubbi legati alle mosse legali contro la Juve, sono di conseguenza una spinta ulteriore per considerare il passaggio della finale di Conference come quello che per la Fiorentina vale sì una maxi-dose di orgoglio, ma che, detto questo, rappresenta l’unica chiave anche per accendere il riflettori su una stagione (la prossima) che la Fiorentina vorrà vivere sulla falsariga di questa e quindi in giro per l’Europa, e non nel pesante anonimato internazionale delle stagioni di qualche tempo fa.

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