Il gioco delle coppie, l’Inter balla sulle punte. Arrivano gli squilli di Arnautovic e Sanchez

Inzaghi si gode i gol degli attaccanti di scorta, a gennaio potrebbe non essere necessario cercare rinforzi in questo reparto

di MATTIA TODISCO -
1 dicembre 2023
Il gioco delle coppie, l’Inter balla sulle punte. Arrivano gli squilli di Arnautovic e Sanchez
Il gioco delle coppie, l’Inter balla sulle punte. Arrivano gli squilli di Arnautovic e Sanchez

La serata del Da Luz era soprattutto un’opportunità. Da cogliere per tanti, visto che Simone Inzaghi aveva presentato al cospetto del Benfica un’Inter con otto volti nuovi, per la maggior parte giocatori che devono recuperare terreno nelle gerarchie. Compito difficile: l’Inter non sarebbe prima in campionato e nel girone di Champions League se gli abituali titolari avessero fatto male. Persino Davide Frattesi, un nazionale a cui Spalletti sta garantendo parecchio spazio in azzurro, siede più spesso in panchina di quanto non sia impiegato in campo. Mica semplice levare minuti a Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan.

Figurarsi a chi sta mettendo assieme cifre da capogiro in attacco come Martinez o Thuram, il cui rigore procurato a Lisbona è la quindicesima partecipazione a una rete in diciotto presenze tra gol, assist o penalty guadagnati. Sia Marko Arnautovic che Alexis Sanchez sanno di avere margini di manovra ristretti. Devono rendere al meglio con pochi minuti a disposizione, far rifiatare la “ThuLa“ quando possibile e in ottica futura provare a preservarsi un posto nella rosa per il quale entrambi hanno spinto. Arnautovic ha fatto il Diavolo a quattro col Bologna appena saputo che l’Inter ne aveva richiesto i servigi, anni e anni dopo la prima esperienza, prematura quanto infruttuosa a titolo personale (anche se fece parte della rosa del Triplete nel 2010). Sanchez, che un anno prima se n’era andato portandosi dietro una corposa buonuscita, ha accettato un contratto di una sola stagione a cifre nettamente inferiori a quelle percepite fino all’estate precedente. Due giocatori al secondo passaggio in nerazzurro, quindi, che devono lottare con gli acciacchi della carta d’identità e cercavano col Benfica minuti fondamentali per dare brillantezza alle gambe.

Come per l’Inter, anche per le punte è stata una serata divisa esattamente a metà dall’intervallo. Un primo tempo senza mai riuscire a liberarsi dell’avversario diretta, se non in una circostanza per l’austriaco, ma con Trubin bravo a sventare. Nel secondo, gol per entrambi. Quello che ha ridato slancio alla squadra dopo il tris subito lo ha timbrato Arnautovic, il definitivo pari è stato invece un rigore del cileno.

Il doppio squillo è anche un messaggio alla dirigenza in vista di gennaio. Ad oggi non è nei piani un intervento di metà stagione, a meno che non dovessero palesarsi problemi fisici o un’inadeguatezza degli interpreti in uno specifico ruolo. In via della Liberazione vorrebbero assicurarsi i servigi di Taremi a parametro zero e qualche discorso per giugno è stato fatto, posto che ci sarà concorrenza. In compenso non sembrano maturi i tempi per un arrivo anticipato e non lo sono anche perché la coppia-gol di scorta sta lavorando al massimo per ritagliarsi un angolo di gloria, a tutto vantaggio delle casse societarie.

L’unico aspetto che potrebbe cambiare le carte in tavola è l’eventuale partenza di qualcuno, non per forza in attacco. In mediana, per esempio, Stefano Sensi e Lucien Agoume sono oggi rispettivamente la settima e l’ottava scelta per tre posti disponibili. Dovessero partire, garantendo qualche soldino anche in termini di risparmio dell’ingaggio, ecco che si potrebbe pensare di aggiungere alla rosa una punta, invece di un centrocampista. E allora il nome di Taremi tornerebbe d’attualità, sebbene con una Coppa d’Asia di mezzo che ne renderà più complicata la seconda parte di stagione.

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