Scudetto, corsa ancora aperta. Collovati: "Inter fatta per vincere, ma la Juve non è fuori dai giochi»

L’analisi dell’ex difensore nerazzurro: "Per Simone Inzaghi contro una Roma ritrovata sarà una partita difficile. I suoi uomini però giocano bene, non danno punti di riferimento: Pavard, Acerbi e Bastoni sono spesso davanti".

di MATTIA TODISCO -
8 febbraio 2024
Collovati: "Inter fatta per vincere, ma la Juve non è fuori dai giochi"
Collovati: "Inter fatta per vincere, ma la Juve non è fuori dai giochi"

La prossima tappa della corsa scudetto è un’altra giornata di scontri diretti. La capolista Inter che incrocia la Roma, il Milan (che spera ancora nella rimonta sui rivali cittadini) a San Siro contro il Napoli campione d’Italia e il cui distacco di 22 punti dai nerazzurri fa pensare a un’abdicazione per la quale manca solo il responso matematico. Fino alla Juve, che lunedì sera avrà il quadro dei risultati delle rivali prima di affrontare allo Stadium l’Udinese. La sconfitta coi nerazzurri al Meazza ha allontanato la vetta, ma non ha chiuso i giochi, secondo Fulvio Collovati.

La corsa è aperta?

"La Juve è a quattro punti, anche se l’Inter ha una gara in meno. Non c’è un divario enorme e mancano ancora quindici partite. In passato ho visto rimonte con nove lunghezze da recuperare e meno gare a disposizione, per cui..."

Tra le gare clou del prossimo weekend c’è Roma-Inter. Con De Rossi al posto di Mourinho può essere un match diverso?

"Le ultime tre partite della Roma erano abbordabili, però nel nostro campionato devi vincere. Mourinho ha un valore che non si discute, ma vedo una ritrovata serenità che giova a tutto l’ambiente, giocatori che si sono ripresi come Pellegrini o El Shaarawy, un cambio di modulo che fa capire che De Rossi ci sta mettendo del suo. Per l’Inter sarà una gara sofferta, probabilmente, come è stato a Firenze, ma è comunque favorita. Parliamo di una squadra che ha messo in difficoltà il Manchester City e ha fatto tante finali. È la più forte, ha la rosa più completa. Quest’anno è stata costruita per vincere".

L’Inter ha la rosa più forte o Inzaghi ci ha messo molto del suo?

"Tutte e due le cose. Ha una squadra di livello, che ha in panchina Frattesi o Carlos Augusto. ma in questi tre anni di lavoro si è vista la sua mano. La squadra gioca bene, non dà punti di riferimento nemmeno coi difensori. Spesso trovi Pavard, Acerbi o Bastoni in avanti. È tutto lavoro del tecnico".

Questa Inter le ricorda quella dei record di Trapattoni, che lei sfidò da avversario?

"Non vedo grandi analogie. Le vedo nei risultati, ma quella attuale esprime un calcio meno difensivo. Nell’88/’89 avevano una squadra più fisica. Questa è più leggiadra, più bella a vedere".

La Champions può essere un fattore nella corsa scudetto?

"Credo che sarà un eventuale alibi, eventualmente. L’Inter l’anno scorso ha vinto due finali, ne ha persa un’altra e non mi sembrava stanca nell’ultima fase".

Il Milan è ancora in corsa per lo scudetto?

"Secondo me no, per me sarà all’80% dell’Inter e al 20% della Juve. I bianconeri più probabilmente dorvanno consolidare il secondo posto. Credo che nello scontro diretto si sia visto un valore sotto quello dell’Inter. Non c’è un livello paritetico come qualità, oggi".

Crede che le voci su Conte possano disturbare i rossoneri? Lo vedrebbe bene al Milan?

"Conte è una garanzia, ma mi lascia perplessa la scelta di un allenatore che ha delle esigenze in sede di mercato. Con lui è difficile pensare di comprare i giocatori con gli algoritmi. Non mi sembra uno che si accontenta".

Nella lotta Champions la sorpresa può essere il Bologna?

"Noi col Genoa arrivammo quarti nel ‘92, quando la Sampdoria vinse il campionato: con le regole attuali avremmo giocato la Champions, per cui tutto è possibile nell’anno giusto. Il Bologna gioca bene, ma i primi tre posti sono già garantiti e per il quarto ci sono sei squadre: Atalanta, Fiorentina, Roma, Lazio, Bologna e Napoli. Si giocheranno l’ultima piazza disponibile".

O le utime due, se le italiane faranno bene nelle coppe europee.

"Speriamo. L’anno scorso avevamo tre finaliste, ma quest’anno vedo più concentrazione sul campionato".

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