Juve, corto muso per festeggiare. Rabiot piega una Roma gagliarda. Max rivede la vetta e può sognare

Allo Stadium il duello dei maestri della panchina premia Allegri, per Mou arriva la quinta sconfitta. Bianconeri a -2 dall’Inter e sempre più solidi: arriva il ventesimo clean sheet nell’anno che si chiude .

di PAOLO FRANCI -
31 dicembre 2023
Rabiot piega una Roma gagliarda. Max rivede la vetta e può sognare

Rabiot piega una Roma gagliarda. Max rivede la vetta e può sognare

E’ lui, l’uomo che sa farsi di cachemire e di lana grezza a rimettere il mondo Juve a due passi dall’Inter. E’ lui, Adrien Rabiot a mettere sotto Mourinho e la sua Roma con un gran gol per esecuzione e ricamo di Vlahovic. Già Dusan. Nessun dubbio sul fatto che il serbo sia tornato in un momento della stagione delicatissimo, quando cioè l’Inter ha provato a strappare verso il tricolore. Proprio lui, Vlahovic, dopo aver risolto col Frosinone ieri contro una squadra tosta in fase difensiva, ha messo in mostra tutto il suo repertorio di velocità, agilità, prepotenza e tecnica, come nel caso dell’assist per Rabiot. E il fatto che la Juve l’abbia portata a casa contro la miglior Roma della stagione - ha ragione Mou: c’è una Roma con Dybala, una senza e non si somigliano affatto - è una medaglia in più in questa serata che vale il riavvicinamento all’Inter e al sogno scudetto. Adrien e Dusan, il tesoro di Max.

Saranno pure pragmatici, sacerdoti della fase difensiva e della ripartenza. Però, quando Max e Mou sentono il rumore dei nemici - per dirla alla Josè - e quel rumore riferisce di un inciampo come quello dell’Inter per la Juve e del Napoli e del Bologna per la Roma, chiaro che tutto cambia diventando del gran carburante, E così, alla faccia di chi pensava che sarebbe stata una sinfonia della noia e del tatticismo, Juve-Roma già nel primo tempo è una piccola ode al divertimento, una rarità nel nostro poco divertente campionato. E non è un caso che il primo a mettersi le mani nei capelli imprecando alla sfortuna nera sia Mou dopo appena 4 minuti, quando Cristante centra il palo. Il timore di Allegri sulla fase difensiva della Juventus è già storia dopo quei 240 secondi, perchè la palla staziona per troppo tempo in area. E succederà ancora, come capitato fatalmente col Genoa e con il Frosinone. I fischi a Lukaku dello Stadium, l’affetto per Paulo che però ripaga con moneta opposta, piazzandosi a destra e materializzando i dolori di Allegri sulle incertezze difensivi dei suoi. Lì la Roma spinge lì e rischia di far male un paio di volte, in particolare con un esterno al cachemire di Paulo. Poi però, prima della chiusura del tempo è N’Dicka a fare un miracolo su Kostic. Nella ripresa, pronti via e su un mezzo pasticcio romanista arriva la magia di Vlahovic che manda Rabiot in paradiso. Da lì in poi, Mou ci prova, Max chiude la porta e si gode l’Inter a due passi.

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