Tare: "Il Milan aveva offerto 100 milioni per Milinkovic-Savic"

L'ex direttore sportivo della Lazio racconta aneddoti e dietro le quinte del suo passato in biancoceleste

27 gennaio 2024
Igli Tare e Claudio Lotito
Igli Tare e Claudio Lotito

Roma 27 gennaio 2024 – Protagonista in campo, poi uomo simbolo una volta entrato in dirigenza. Dal 2005 fino a questa estate, Igli Tare è stato indissolubilmente legato alla Lazio, prima da giocatore poi come direttore sportivo, in un quindicennio ricco di trionfi, cadute e risalite, sempre con l'albanese in carica come principale uomo mercato biancoceleste. Attualmente senza lavoro, l'ex dirigente capitolino è stato intervistato dai colleghi di TvPlay dove ha raccontato alcuni aneddoti del passato laziale e dato alcune opinioni sul campionato in corso. 

La prima domanda è entrata a gamba tesa su un possibile interessamento nei suoi confronti, che l'albanese ha dribblato così: “Sarebbe ingiusto dare un giudizio su questo per un semplice motivo. Il posto che ho occupato alla Lazio ora è occupato da un collega a Napoli e mi metto nei suoi panni, io non ho mai avuto un contatto diretto con il Napoli, ho sentito tanti rumors, ma nessuno dalla società mi ha contattato per fare un progetto insieme o per capire se si può collaborare insieme. Auguro al direttore del Napoli tutto il bene per questa stagione”.

Si è poi chiesto al dirigente quale progetto reputerebbe maggiormente allettante per le sue idee. “Non è una questione del nome del club, essendo un uomo di mondo non mi spaventa anche il fatto di lavorare fuori dall’Italia. In questi mesi mi sono dedicato completamente a me e alla mia famiglia per recuperare dopo gli anni alla Lazio. Ho viaggiato tantissimo in giro per l’Europa per vedere gli altri campionati, le squadre come lavorano. Mi piace vedere altre culture. Per me l’Italia ha un ruolo fondamentale, ma mi sento pienamente recuperato per un nuovo progetto qui o all’estero”.

Tare ha poi messo in paragone Inzaghi e Allegri, rivali scudetto, con la consapevolezza di avere avuto uno sulla panchina della propria squadra per oltre cinque stagioni e un riferimento anche Pioli, anche lui comparsa tra i tecnici laziali del periodo dell'albanese. “Non mi piace parlare tanto di Simone e penso che lui abbia risposto da solo con il lavoro svolto nella Lazio e nell’Inter e fare paragoni con Allegri la ritengo una cosa ingiusta. Inzaghi è la novità fra i nuovi tecnici in Italia che sta facendo molto bene da anni e che ora sta avendo un percorso più grande e internazionalizzato. Pioli? Nutro grande stima per Pioli perché ci ho lavorato per molto tempo, come uomo è da dieci, come allenatore è costantemente in crescita. Il suo percorso in Italia è stato molto importante grazie anche al lavoro di Maldini e Massara. Penso che il suo futuro sarà legato alla fine di questa stagione, anche perché il Milan resta una squadra da temere sempre”.

Si è provato anche a mettere in difficoltà il dirigente, chiedendogli se cambierebbe qualcosa della sua esperienza con i capitolini, a cui però l'ex ds ha risposto senza rimpianti. “Non cambierei niente della mia esperienza alla Lazio perché è stata molto importante, ho avuto modo di essere buttato in acqua senza saper nuotare e ho imparato e anche abbastanza bene. Questo grazie alla fiducia e ai miei collaboratori, non penso di cambiare tanto. Il mio unico rammarico è che non sia stata mai fatta un’analisi fatta bene dalla stampa nelle ultime stagioni di ciò che abbiamo fatto. Mi sarebbe piaciuto però che ci fosse stata un’analisi precisa e non chiacchiere da bar, dai bilanci alle cifre per i giocatori, tutte cose strumentalizzate negli ultimi due anni. Però mi interessava solo il fatto che la Lazio era una grande squadra e anche oggi è una delle più forti del campionato”.

Si è parlato ovviamente anche di Sergej Milinkovic-Savic, uno dei grandi simboli della Lazio degli ultimi anni e ceduto in estate all'Al Hilal in Arabia Saudita. “Su Milinkovic-Savic sono state dette tante cose non vere, dall’addio a parametro zero al fatto che non volesse rimanere, l’unica cosa vera è che Lotito ha rifiutato un’offerta molto importante, da oltre 100 milioni di euro, da Milan e Manchester United. Non voglio sbilanciarmi sulla mancata vendita, anche se c’era una questione di bilanci, ma le scelte di Lotito erano di mantenere una squadra forte e rispettare le promesse fatte all’allenatore. Non ci dimentichiamo che nell’anno del Covid la Lazio stava per vincere lo scudetto”.

A Tare è stato chiesto anche della convivenza con un presidente certamente unico come Claudio Lotito: “Lotito nel bene e nel male è così, quando è calmo, fermo su determinate situazioni è una persona che dà modo a chi fa calcio di lavorare con serenità, preferisce lavorare più con i fatti che con le carriere. Il tempo sarà galantuomo per tutti quanti, per me ha fatto un ottimo lavoro”.

Al dirigente ex laziale è stato anche chiesto se potrebbe eventualmente accettare una corte di De Laurentiis come nuovo dirigente del Napoli. “Stiamo parlando del Napoli, non di una squadra qualsiasi, non si discute. Non sono nessuno io per dire che non mi piacerebbe questo o quell’altro progetto. Napoli è una piazza fantastica con una città folle per il calcio. Ciò che ho detto prima è la pura verità, mi fa piacere se De Laurentiis mi stima, ma io, per correttezza, rispetto il lavoro del mio collega perché ho passato da solo determinati momenti e so cosa vuol dire vivere una situazione di questo tipo e sentir parlare di altri colleghi”.

Tare ha anche detto la sua sulla favorita nella corsa scudetto per quest'anno: “Io vedo la Juventus favorita vista la possibilità di giocare una partita alla settimana. L’Inter è una squadra fortissima, anche in grado di sopravvivere a determinati momenti di difficoltà, non dimentichiamoci ciò che accadeva lo scorso anno. Per il gioco vedo l’Inter meglio, ma vedendo il calendario, soprattutto a febbraio, si deciderà e a fine marzo possiamo dire chi sarà la candidata alla vittoria finale”.

Il dirigente ha risposto anche negativamente alla domanda che chiedeva se Sarri alla Lazio fosse una risposta a distanza ai giallorossi, che nello stesso anno ingaggiarono José Mourinho. “Sarri non è arrivato in risposta a Mourinho, lo abbiamo preso per cambiare, uscire dalla nostra comfort zone e stravolgere con un progetto nuovo, con un nuovo allenatore. Poi il gioco Sarri-Mourinho fa più comodo alla stampa che a me. Io penso che Mourinho con Lotito avrebbe allenato anche qualche anno in più. Lui è un presidente che, da fuori può sembrare ingombrante, ma da dentro quando si mette in testa una cosa è difficile che la cambi, basta vedere la storia degli allenatori che si sono succeduti alla Lazio”.

Tra le squadre che a breve resteranno senza direttore sportivo, c'è la Roma, con Tiago Pinto che terminerà il proprio rapporto con i giallorossi appena questa sessione di mercato sarà concluso. L'ultima domanda ha toccato proprio questo argomento, chiedendo a Tare cosa farebbe se dovesse chiamare la squadra dei lupacchiotti: "Preferisco non rispondere...".

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