Lazio: contro il Torino brava e fortunata, i gol capolavoro di cinismo

Guendouzi e Cataldi decidono una sfida chiave per la corsa europea dei biancocelesti

24 febbraio 2024
Danilo Cataldi fronteggia Duvan Zapata

Torino's Duvan Zapata and Lazio's Danilo Cataldi in action during the italian Serie A soccer match Torino FC vs SS Lazio at the Olimpico Grande Torino Stadium in Turin, Italy, 22 february 2024 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Roma 24 febbraio 2024 - È servita una squadra brutta, sporca, cinica e anche un pizzico fortunata, ma il risultato, la sostanza, è più importante della qualità espressa. Nel recupero della 21esima giornata di Serie A, sfida rinviata per la Supercoppa Italiana, la Lazio è corsara a Torino e supera i granata per 0-2 in quello che è sembrato a tutti gli effetti uno spareggio europeo. Le reti di Guendouzi prima e Cataldi poi infliggono ai granata una sconfitta pesante in chiave di classifica e rilanciano le ambizioni dei biancocelesti. I tre punti rimettono infatti i capitolini a -8 dalla zona Champions League, mantenendo il passo con il Bologna ed evitando di perdere ulteriori punti. Il Toro di Juric invece incassa il primo ko del 2024 e non riesce ad insinuarsi definitivamente nella lotta per le Coppe europee, restando il fanalino di coda del gruppo di testa, nono a quota 36 a parimerito con il Napoli. Fallita l'occasione di superare in un colpo solo la Fiorentina e proprio la Lazio, quest'ultima ora lontana ben 5 lunghezze.

Una vera disdetta per Juric e i suoi ragazzi, perché per la verità, la squadra piemontese avrebbe meritato decisamente di più degli ospiti. Fin dal primo minuto i granata fanno valere il proprio palleggio, mostrando una maggior condizione fisica e mentale rispetto alla Lazio, che al contrario sembra accusare le tante sfide ad alto coefficiente di difficoltà affrontate. Sanabria colpisce un palo dopo appena 4 minuti di gioco e tutto il primo tempo somiglia sinistramente all'attesa del vantaggio casalingo. Le occasioni si susseguono una dopo l'altra, la squadra di Sarri barcolla ma non va al tappeto e le parate di Provedel, unite all'imprecisione degli attaccanti torinesi permette ai biancocelesti di arrivare in parità all'intervallo.

Nella ripresa quello che si apprezza degli ospiti è il capolavoro di cinismo messo in campo. Guendouzi approfitta perfettamente della prima disattenzione dei padroni di casa e con il diagonale rasoterra di destro infligge il massimo della pena, siglando la rete del vantaggio laziale. Una rete del tutto inaspettata, nata dal geniale filtrante del solito Luis Alberto. Il Torino non fa in tempo a reagire, che dopo appena 5 minuti subisce anche la rete del raddoppio, con un destro chirurgico dal limite dell'area di Cataldi. Altra giocata illuminante del mago spagnolo, tocco di tacco ad aprire la porta per il piattone del capitano, che bacia il palo supera ancora un incolpevole Milinkovic-Savic. Festa grande per il centrocampista, da sempre tifoso laziale, il quale bacia la maglia e va a festeggiare sotto lo spicchio dei tifosi ospiti.

I padroni di casa sono alle corde e nonostante il coraggio e gli ultimi dieci minuti in superiorità numerica, non riescono a bucare il muro eretto dai biancocelesti. Il risultato finale di 0-2 è bugiardo sotto ogni punto di vista. A parte il dato relativo alla distanza percorsa infatti (108km contro 115km), non c'è una singola voce statistica a conferire merito al successo biancoceleste. Ma questo spirito di sacrificio e questa capacità di saper soffrire è proprio quello che sta contraddistinguendo l'annata biancoceleste e i suoi successi, compreso quello in Champions League contro il Bayern Monaco. I numeri raccontano di una sfida dove il Toro ha mantenuto il possesso di palla per il 55% del tempo totale, completando 436 passaggi (86% di precisione) contro i soli 346 della Lazio (81% di precisione).

Il dato a fare maggior specie però è quello relativo alla zona gol. Il cinismo laziale ha pochissimi paragoni, soprattutto se messo di fronte alla quantità enorme di occasioni create dal Torino. Sono ben 24 infatti i tiri del Toro, di cui 4 nello specchio della porta a cui va sommato anche un palo colpito, contro i 7 degli aquilotti (4 nello specchio). La differenza viene sottolineata ulteriormente dal dato relativo agli expected goals: secondo questa statistica infatti il risultato sarebbe dovuto essere addirittura ribaltato. La squadra di Juric infatti combina per ben 1,95 xG, mentre quella di Sarri si ferma ad appena 0,35 xG, un dato complessivo, quello laziale, inferiore addirittura a due occasioni singole del Toro, ovvero il palo di Sanabria e il tentativo di Vlasic al 36', parato da Provedel.

Altri numeri del match raccontano una sfida molto corretta con appena 18 falli fischiati (11-7), con 3 ammoniti in casa Torino e due in casa Lazio, con la differenza però che nei biancocelesti l'ammonito è stato in entrambi i casi Gila, portando così all'espulsione dello spagnolo al 79'. Il Torino recupera più palloni degli avversari (65-44) e perde meno possessi (5-6), ma tutto questo non basta a effettuare il sorpasso in classifica. Una vera e propria dimostrazione di cinismo e forza di volontà da parte della Lazio. Attributi necessari se si vuole continuare ad alimentare il sogno Champions League in casa biancoceleste.

FILIPPO MONETTI

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