Milan, il vero Leao è rimasto a Parigi. Tre mesi senza gol in campionato

La prodezza contro il Psg è stata un’illusione, in serie A il portoghese è a digiuno dal 23 settembre

di ILARIA CHECCHI -
28 dicembre 2023
Milan, il vero Leao è rimasto a Parigi. Tre mesi senza gol in campionato
Milan, il vero Leao è rimasto a Parigi. Tre mesi senza gol in campionato

Il gol in rovesciata da cineteca rifilato al PSG lo scorso 7 novembre, seguito da un’esultanza polemica con tanto di dito alla bocca per zittire le critiche, sembra ormai un ricordo lontano: l’ultima partita a Salerno di Rafael Leao ha dimostrato tutti i limiti del talento portoghese, incapace di trascinare la squadra sotto porta, o quantomeno moralmente, palesando invece un nervosismo controproducente.

Il prestigio della maglia numero 10 e il lauto rinnovo firmato, dunque, non stanno ancora raccogliendo i frutti sperati, consegnando al Milan la peggiore versione di Leao degli ultimi mesi: dopo un avvio stagionale promettente in serie A, con tre gol rifilati a Roma, Inter e Verona, lo score si è interrotto proprio al cospetto dell’Hellas il 23 settembre scorso, dando il via a un digiuno di oltre tre mesi in campionato.

I tre assist confezionati (due con la Lazio il 30 settembre e l’ultimo servito all’esordiente Simic contro il Monza il 17 dicembre) e l’acuto in Champions al cospetto di Donnarumma non bastano e il portoghese è diventato tema di discussione negli ultimi giorni a Milanello e dintorni, dove la panchina scottante di Pioli e la costante emergenza infortuni rendono la sfida di sabato a San Siro contro il Sassuolo particolarmente delicata e decisiva.

Il fatto che il più talentuoso giocatore della rosa rossonera abbia messo a segno finora lo stesso numero di gol dei nuovi innesti dalla panchina Jovic e Okafor e, soprattutto, di Fikayo Tomori (uno che i gol deve più che altro evitarli) fa riflettere: nonostante il ruolo cucito addosso a Leao non imponga una prolificità costante l’ambiente si aspetta da lui, giustamente, un apporto realizzativo più cospiscuo, soprattutto in una fase stagionale particolarmente complessa, con la lotta per primi quattro posti in classifica che si sta facendo più accesa del previsto. Le parziali scusanti in favore di Rafa arrivano dal mese di stop per infortunio muscolare, dai limiti tattici palesati dalla squadra nelle ultime settimane e, infine, dal binario interrotto con Theo Hernandez, slittato spesso al centro della difesa per tamponare l’emorragia che ha colpito il reparto. La partita-bivio contro i neroverdi, dunque, sarà fondamentale anche per il portoghese, atteso da un cambio di passo importante con l’arrivo del nuovo anno, tra Coppa Italia ed Europa League: ritrovare l’estro del numero 10, macchiato da troppi alti e bassi ultimamente, sarebbe prezioso non solo per il Diavolo, che mai come ora ha bisogno della sua stella più luminosa (e dispendiosa) ma anche per le ambizioni personali dello stesso giocatore.

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