Milan, la forza del collettivo vale più di una difesa da migliorare

Pioli e il suo futuro: “Io e il club siamo concentrati sul presente, a fine anno la società deciderà”

di ILARIA CHECCHI -
3 febbraio 2024
Pioli
Pioli

Milano, 3 febbraio 2024 – Come accaduto nella difficile serata di Udine, il Milan ha conquistato una vittoria preziosa contro il Frosinone, espugnando il Benito Stirpe con una rimonta emozionante. Nonostante momenti di sofferenza e cali di concentrazione, i rossoneri hanno dimostrato grande determinazione, chiudendo la partita con un 3-2 a loro favore contro i ciociari di Di Francesco. A risolvere una partita complicata, con i padroni di casa motivati e attenti in difesa, ci hanno pensato l’onnipresente Giroud, il colpo di testa di Gabbia, alla sua prima gioia in campionato, e il solito bomber dal killer instinct Luka Jovic: il serbo ci ha impiegato un minuto per decidere la vittoria rossonera dopo essere stato in panchina fino all’80: che abbia bisogno di partire titolare per evitare al Milan di andare in sofferenza? Numeri e Futuro 9 gol incassati nelle ultime cinque partite sono decisamente troppi ma se la difesa è a volte ballerina, i 46 gol realizzati finora dal Diavolo rappresentano un bottino rassicurante che lo avvicina ai numeri dei cugini nerazzurri, impegnati domani sera nello scontro diretto contro la Juventus. Il Milan, ovviamente, sarà uno spettatore interessato, considerato che con la vittoria di questa sera ha accorciato a 5 lunghezze di distanza dalla capolista: «Sarà una grande partita tra due squadre che stanno dominando il campionato. Sarà molto equilibrata come è stata all’andata» la previsione di Pioli.

Il tecnico emiliano, invece, ha voluto chiudere la questione sul suo prossimo futuro: «Le mie emozioni e le mie sensazioni non credo debbano interessare a nessuno, nel senso che non interessa se mi annoio o non mi infastidisco. L’importante è che io e il club siamo concentrati sul presente. Sono voci che non mi toccano, faccio parte di questo mondo qua da troppo tempo per infastidirmi o preoccuparmi di certe voci. E poi è come sempre stato da quando sono al Milan c’è un club che a fine anno valuta il lavoro e che sceglie. Il club deciderà. Al Milan non sto benissimo, di più. Mi sono sentito bene fin dal primo giorno, ho cercato di dare qualcosa tutti i giorni. Il mio desiderio è fare benissimo quest’anno, la stagione è ancora lunga, e poi si vedrà».

A rallegrare il tecnico emiliano ci hanno pensato tanti suoi giocatori, sempre più imprescinbili nell’economia del gioco rossonero: «Giroud ci dà tanto. Abbiamo sfruttato bene gli 1vs1 sugli esterni con Leao e Pulisic, forse andava riempita meglio l’area. Con le due punte ci siamo riusciti meglio: Jovic è un giocatore decisivo. Non sta avendo tantissimo minutaggio ma lo sfrutta per aiutare la squadra. Lo sprono tantissimo, credo nelle sue qualità. Ma non è solo merito di Luka. Abbiamo cominciato così così, poi siamo cresciuti, non abbiamo concesso tanto. Poi siamo andati sotto ma dal punto di vista caratteriale non abbiamo mollato. Gabbia sta facendo ottime prestazioni, è tornato con entusiasmo, felicità ed efficacia. Ci sta dando tanto, è un grandissimo professionista. Ha continuità e affidabilità e questo è importante per un difensore. Non credo che abbiamo concesso tanto ma chiaramente vogliamo sempre attaccare molto. Stiamo lavorando per avere equilibrio».

Pecche da correggere ce ne sono e Pioli sa dove intervenire: lucidità, attenzione costante e maggiore precisione. «Contro Napoli e Rennes dobbiamo alzare il livello delle nostre situazioni. Anche sul secondo gol preso non siamo stati attenti fino alla fine. Non prendiamo l’inserimento come siamo abituati a fare. E’ chiaro che si possono fare meglio ancora tante cose, soprattutto in non possesso palla». Guardarsi indietro ora non serve, il Diavolo deve proiettarsi avanti e dopo la sfida ai partenopei arriverà l’Europa League, obiettivo tangibile della stagione con un terzo posto (e relativo pass per la Champions) consolidato: «Stiamo correndo come Juventus ed Inter, quella che brucia di più è la sconfitta di Bergamo. Ciò che conta è che con il nuovo anno stiamo facendo tante cose buone pur sapendo che possiamo fare meglio. Ormai è inutile pensare al passato, stiamo ritrovando continuità e la vogliamo portare avanti».

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