Baby Vignato, solo Monza nel cuore. Ha rifiutato le big per dire sì a Galliani

Il talento 2004 fa passi da gigante con Palladino. Come Colpani è il volto giovane e italiano dei brianzoli

di MICHAEL CUOMO -
10 ottobre 2023
Baby Vignato, solo Monza nel cuore. Ha rifiutato le big per dire sì a Galliani
Baby Vignato, solo Monza nel cuore. Ha rifiutato le big per dire sì a Galliani

Rifiutare Barcellona e Bayern Monaco per andare al Monza puoi, se dall’altra parte al telefono c’è Adriano Galliani. Chiedere a Samuele Vignato, che ha avuto la lucidità per un "no" pesante, e quella anche per costruirsi una fetta di storia. Capire che quella palla poteva scivolare lì, andarci con la coordinazione giusta per tenerla bassa e fare il primo gol in Serie A, alla prima da titolare, per diventare il primo classe 2004 a segnare nella massima competizione italiana.

Un destino da predestinato, una storia che nasce a Verona, sponda Chievo, e ancor prima all’ombra dello sventolio di una bandiera verdeoro: a Fortaleza, dove è nata mamma Sherida, che domenica era in tribuna. I primi calci con i coetanei brasiliani sono quelli che si traducono in una qualità che porta a una stagione da 14 gol e 11 assist in 18 presenze nella B del campionato Primavera con la maglia clivense. Età: 16 anni. Numeri che spingono Alfredo Aglietti alla convocazione - con esordio - in prima squadra. L’idea di Galliani diventa realtà con il fallimento del club gialloblù: qualche telefonata, la promessa di un inserimento immediato con i grandi, la possibilità di crescere nel club del duo più vincente del mondo del calcio: l’amministratore delegato, appunto, e Silvio Berlusconi. Gli stessi capaci di portare Ronaldo de Assis Moreira, meglio noto come Ronaldinho, nel nostro calcio, al Milan. Quasi 5mila chilometri separano le origini di Vignato alla terra natale di Dinho - Porto Alegre - ma la pasta è quella. E così, al momento della firma nell’estate ‘21, la scelta del numero ha un significato preciso: 80, come il brasiliano in rossonero che guardava da piccolo con papà, assente domenica perché all’Arena di Pisa al fianco del fratello Emanuel.

I segnali in allenamento erano chiari già a tutti. Per lui, a Monzello, un posto nello spogliatoio di chi nel calcio aveva già detto la sua. Quindi un lavoro di rafforzamento fisico unito all’esperienza che anche solo agli allenamenti al fianco dei più esperti puoi maturare. Non sono mancate, nel mentre, le prime soddisfazioni: 25 settembre 2021 il primo gol in B contro il Pordenone nell’anno della promozione, quindi l’esordio in Serie A a Verona il 6 novembre dell’anno dopo quando il Monza di Raffaele Palladino cominciava a raccogliere i primi frutti di una stagione poi memorabile.

"Ha grande talento, gli rompo le scatole tutti i giorni: è forte, ma la sua esplosione passa dal lavoro settimanale. Può stare più ore al campo, fare lavoro di prevenzione, ma è già importante per noi", ha detto di lui il suo allenatore. I due legati a doppio filo anche dal successo all’Europeo under 19 con l’Italia a distanza di vent’anni. Destini incrociati, insieme per rappresentare al meglio il volto di un Monza giovane e italiano, che sorprende nel presente e che guarda con fiducia al futuro.

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