"Bari favorito, a Nesta ne mancano tre forti"

Marcello Montanari gioca per noi il match di sabato: "Sarà una bella partita perché le due squadre sono molto tecniche"

di GIUSEPPE MAROTTA -
24 gennaio 2024
"Bari favorito, a Nesta ne mancano tre forti"
"Bari favorito, a Nesta ne mancano tre forti"

È nato a Portoferraio (Livorno) il 25 settembre del 1965: vista la data di nascita (25 settembre, come la Reggiana) Reggio Emilia era nel destino di Marcello Montanari (58 anni).

Da bambino si trasferì proprio nella nostra città (dove tuttora vive insieme alla moglie Monica Torreggiani, storica segretaria della Reggiana), e con il club granata ha fatto le giovanili e gli esordi da professionista (7 presenze nel 1983-84 in Serie C1). L’ex difensore, oggi allenatore ‘libero’, ha anche giocato con Livorno, Venezia, Carrarese, Lucchese, Inter, Massese e Bari, la maglia più indossata (135 volte, con due promozioni dalla B alla A). Poi la carriera da mister: a Reggio come secondo di Alessandro Pane e Loris Dominissini tra il 2008 e il 2010, e negli anni seguenti da allenatore nelle giovanili e da collaboratore tecnico. Nel febbraio 2014 subentrò come mister della prima squadra fino a fine stagione (poi ha allenato la Pro Patria, ed è stato vice di Luciano Foschi a Ravenna e Carpi).

Marcello Montanari: e oggi? Attende una chiamata?

"Senza ossessioni, in passato ho buttato via tempo con esperienze non buone. Sono un uomo di campo e se dovesse arrivare una chiamata stimolante…".

E’ un doppio ex di Reggiana e Bari, che sabato (ore 16.15) si sfideranno al San Nicola. Che partita sarà?

"Nell’ultimo turno le ho viste giocare entrambe. La Reggiana ha concesso il primo tempo al Como, mentre il Bari è calato nel secondo con l’Ascoli. La Serie B è così…".

Tutto è possibile?

"Il Bari potrebbe avere qualcosa in più, più che altro per le tre squalifiche della Reggiana (Girma, Portanova e Cigarini, ndr). La B, però, è da tripla: in Serie A nove volte su dieci l’Inter batte il Lecce, in B non è così. Mi aspetto una partita bella perché entrambe hanno giocatori tecnici".

Come vede la Reggiana?

"In crescita, come il Bari. La ‘Regia’ può farcela perché se all’inizio faceva una fatica enorme, e a volte nemmeno passava la metà campo come a Terni o Cosenza, oggi aggredisce, ha voglia, in fase offensiva sa incidere. L’ho vista spesso, anche allo stadio, e si nota molto il cambiamento".

Si salverà?

"Ovvio, lo ha dimostrato sul campo, per me non ci sono dubbi. Anche se una cosa è un po’ particolare: gioca meglio con le squadre d’alta classifica, mentre con le altre a volte non ha fatto benissimo. Questo è un controsenso, il calcio è proprio strano…".

C’è un giocatore che spicca? "Ci sono tanti giovani: per esempio, tutti parlano di Girma, ma ancora deve migliorare molto, e in ogni caso non vedo qualcuno che emerge nettamente sugli altri. Merita menzione, però, Cigarini, che è reggiano. Lo conosciamo tutti: con lui in campo spesso la Reggiana non ha perso e fa giocate da Serie A nonostante la carta d’identità".

E Nesta? Lo conosce?

"Non di persona, come personaggio, invece, direi di sì (ride scherzando, ndr). Forse ci siamo anche incrociati in campo quando io ero a fine carriera e lui agli inizi".

Come lo giudica dopo un girone?

"Sempre difficile farlo, bisognerebbe vivere gli allenamenti dall’interno. Però è perfettamente in linea con gli obiettivi: ricordiamoci che andrebbe bene anche salvarsi all’ultimo turno, non ti salvi otto mesi prima. Se dovesse arrivare al penultimo turno con un punto sui playout, sarebbe comunque in piena linea con l’obiettivo della salvezza. Mi ha colpito quando ha detto ’Non vado al campo per innaffiare le piante’: sa il fatto suo, non si fa calpestare".

A livello emotivo lei come vivrà Bari-Reggiana?

"Da calciatore sono più legato a Bari: lì ho fatto oltre 100 presenze, ottenendo per due volte la Serie A. Non dimentico il calore dei 60mila del San Nicola, o almeno quello di allora: tifosi davvero scatenati, un clima strepitoso. Mi sento, però, reggiano: parlo il dialetto meglio di altri che sono nati qui (sorride, ndr). Un pareggio ci starebbe bene…".

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