Bucci: "La Reggiana ha lo spirito giusto"

L’ex granata fa il preparatore dei portieri in Canada. "Là se perdi non è un dramma. Felice per Bardi: è nel pieno della maturità"

di FRANCESCO PIOPPI -
27 novembre 2023
Bucci: "La Reggiana ha lo spirito giusto"
Bucci: "La Reggiana ha lo spirito giusto"

Di portieri forti la Reggiana ne ha avuti tanti. Uno di questi è sicuramente Luca Bucci, il primo a condurre la Reggiana in Serie A con un campionato (quello 1992-1993) che lo ha lanciato nell’Olimpo dei migliori ‘numeri uno’ italiani degli ultimi 30 anni.

Letteralmente un gatto tra i pali, il classe ’69 originario di Busana è stato un ‘pioniere’, grazie alla sua capacità di utilizzare bene i piedi per aiutare la manovra. Bucci, sabato era al ‘Giglio’ che effetto le fa tornare in mezzo alla sua gente?

"Sono contento di farne parte e di essere ancora ricordato. Quella è stata un’annata molto bella e importante per la Reggiana e per la mia carriera. Si era creata un’alchimia speciale che ci ha portato ad ottenere un grande risultato: è sempre emozionante riavvolgere il nastro". C’è una partita particolare che le viene in mente?

"La gara a Cesena che ha sancito la vittoria del campionato, ma anche la prima in casa col Verona: tutte indimenticabili. I giocatori diedero il massimo e l’affiatamento come gruppo fu qualcosa di straordinario".

Fu un anno unico per molti aspetti…

"Era il primo con la regola che vietava al portiere di prendere la palla con le mani sul retropassaggio. Io però sapevo già giocare con i piedi e questa cosa faceva stupore. Mi ricordo uno stop di petto sulla linea di porta nel derby con il Modena al Mirabello. Il primo ad accorgersi di questa mia capacità fu Pippo Marchioro che infatti mi ha sfruttato per le caratteristiche che avevo. Ero molto moderno, forse pure troppo. Diciamo che ero più tagliato per questi tempi che per quelli passati".

Che impressione le ha fatto la Reggiana?

"Ha giocato molto bene e meritava di vincere. Ha tenuto in mano il pallino del gioco e ha cercato di essere propositiva. Questo vuol dire che Nesta vuole imporre e non attendere gli eventi: mi piace molto come mentalità. Poi è anche vero che alla fine Bardi ha salvato il risultato con un’ottima parata, se no poteva essere una beffa. Però ripeto: mi è piaciuta come spirito".

Bardi che lei conosce molto bene…

"Sì, l’ho allenato per un anno e mezzo a Bologna e merita tutto questo. Oltre ad essere un ottimo portiere è un ragazzo con il quale ho avuto un rapporto straordinario e mi fa piacere che stia facendo bene nella mia ex squadra. È nel pieno della sua maturità".

Lei adesso sta vivendo un’importante esperienza in Canada come preparatore dei portieri del Montreal Impact, in Mls. Come si trova?

"Molto bene. In questo momento siamo fermi perché si stanno giocando i playoff, riprenderemo a gennaio. È un campionato che diventerà sempre più importante. È uno show dove si può andare anche con le famiglie. Se vinci è una gioia e non un sollievo come in Italia. Se perdi ti arrabbi però non è un dramma".

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