Roma cinica e spietata, il turnover ripaga De Rossi

L'analisi del successo allo Stirpe della squadra di De Rossi

di FILIPPO MONETTI -
20 febbraio 2024
Gianluca Mancini nella sfida contro il Frosinone

Gianluca Mancini of Roma vies for the ball with Kaio Jorge of Frosinone during the Serie A soccer match between Frosinone Calcio and AS Roma at Benito Stirpe stadium in Frosinone, Italy, 18 February 2024. ANSA/FEDERICO PROIETTI

Roma 20 febbraio 2024 - Una lezione di cinismo, aggressività e capacità di fare la differenza nei momenti clou dell'incontri. La squadra di Daniele De Rossi si scopre grande di fronte a un Frosinone a tratti devastante nella propria manovra offensiva, ma incapace di dare sostanza negli ultimi sedici metri a quanto di buono costruito prima. I giallorossi invece si scoprono spietati e fanno pagare enormemente ogni disattenzione per un rotondo 0-3 allo Stirpe, grazie al capolavoro di Huijsen, seguito dai gol di Azmoun e di Paredes su rigore. Tre colpi per affondare una formazione, quella ciociara, protagonista di una prestazione eccellente in ogni aspetto del gioco, tranne che nella fase più importante del gioco, ovvero la fase realizzativa.

Per il match dello Stirpe il tecnico opta per un turnover abbastanza ampio, mettendo la sfida di giovedì contro il Feyenoord davanti a questa, risparmiandosi Dybala dal primo minuto e giocandosi la carta di Baldanzi, Azmoun ed El Shaarawy alle spalle di Lukaku. In difesa Huijsen agisce al fianco di Mancini, mentre torna titolare Angeliño in basso a sinistra, con Kristensen sull'altro lato. La scelta di un centrocampista in meno in favore dell'iraniano però non paga, con il pressing forsennato dei padroni di casa a tenere sotto scacco la manovra romanista. La circolazione di palla romanista è pressoché nulla e mostra il fianco alle discese offensive dei frusinati.

Il vantaggio romanista arriva quasi per caso, con il giovane difensore olandese a partire palla al piede dalla metà campo, discesa fino al limite dell'area con doppio dribbling annesso e destro a giro a fil di palo, dove Turati non può arrivare. Un vero e proprio gioiello per sbloccare il risultato allo Stirpe verso lo scadere del primo tempo. Gol prezioso perché arrivato dopo tante sofferenze in difesa, con una prestazione super di Svilar a tenere inviolata la porta, in particolare sulla tripla occasione di Kaio Jorge, per un primo tempo che termina in maniera anche ingiusta per quanto visto in campo nella prima frazione di gioco.

Nella ripresa però la Roma si rimette in carreggiata, grazie anche ai cambi di De Rossi che ridanno equilibrio alla formazione, conferendole nuovo vigore e maggior impatto in zona gol. Arrivano così il raddoppio di Azmoun al 70', su tap-in dopo la respinta del potente tentativo di Cristante, infine la terza rete su rigore trasformato da Paredes, nato da un fallo di mano Okoli sul tentativo di Baldanzi. Due gol che mettono in ghiaccio la sfida, permettendo ai ragazzi in giallorosso di gestire il ritmo, senza troppe sofferenze.

I numeri della partita vedono una partita in equilibrio, con la Roma ad avere la meglio grazie ad una maggiore precisione, nonostante la mole di gioco inferiore costruita. Il possesso palla sorride ai giallorossi (47%-53%) e a sua volta si riflette sui passaggi, con i capitolini bravi a completare 428 palleggi (84% di precisione), mentre i padroni di casa combinano per 302 fraseggi (81% di precisione). In attacco però la mole di gioco prodotta dal Frosinone è impressionante: 25 tiri di cui 7 nello specchio, mentre i giallorossi si fermano a 13 tentativi di cui 5 tra i pali. La qualità dei capitolini non è però da sottovalutare, nonostante tirino quasi la metà rispetto ai frusinati, combinano per 1,82 xG, mentre i gialloblu si fermano a quota 1,62 xG.

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