Il sergente Ballardini mette in riga il Sassuolo. I neroverdi si affidano all’uomo salvezza

Il tecnico ravennate ha firmato un contratto fino a giugno. La missione: scuotere una squadra scivolata nella zona caldissima della classifica

di STEFANO FOGLIANI -
2 marzo 2024
Il sergente Ballardini mette in riga il Sassuolo. I neroverdi si affidano all’uomo salvezza

Il sergente Ballardini mette in riga il Sassuolo. I neroverdi si affidano all’uomo salvezza

Attesa in mattinata, è arrivata nel primo pomeriggio di ieri l’ufficialità. Davide Ballardini è il nuovo allenatore del Sassuolo: 60 anni, romagnolo di Ravenna, carriera da tecnico ventennale, trascorsi importanti con una mezza dozzina di squadre della massima serie, Ballardini è il settimo allenatore che siederà su una panchina del Sassuolo in serie A ed il sedicesimo dell’era Mapei, cominciata nel 2004/05.

Ha firmato un contratto fino a giugno, sostituisce Emiliano Bigica, che torna alla guida della Primavera dopo un brevissimo interregno, e arriva con uno staff composto dai collaboratori Carlo Regno (allenatore in seconda), Nicola Tarroni (collaboratore tecnico) e Daniele Caleca (preparatore atletico). Oggi la presentazione al Mapei Football Center alla presenza dell’ad neroverde Giovanni Carnevali, che al tecnico ravennate ha chiesto quella permanenza in categoria oggi in discussione – il Sassuolo è in piena zona rossa – che tuttavia Ballardini ha garantito in più occasioni alle squadre che gli hanno chiesto ‘aiuto’. Non ce l’ha fatta la stagione scorsa con la Cremonese (ma centrò la semifinale di Coppa Italia e fece 20 punti in 20 gare, quando era arrivato i grigiorossi ne avevano fatti 7 in 18) e non ce la fece nel 2013/14, quando retrocesse con il Bologna che lo aveva chiamato a stagione in corso, ma complici 16 stagioni nella massima serie (nessuna disputata per intero) oltre a vincere una Supercoppa con la Lazio, Ballardini si è guadagnato una fama importante come tecnico in grado di portare oltre i propri limiti le squadre che gli sono state affidate.

I soprannomi si sprecano: per il web è il ‘Batman’ della serie A, quello che si cerca accendendo il batsegnale quando il piano di inclina, o il ‘Mr.Wolf’ della panchina, ovvero quello che ‘risolve problemi’. Con un approccio, dicono, da sergente di ferro cui soccorre una postura che ricorda, più che Batman o il Mr.Wolf di tarantiniana memoria, il sergente Hartman di Full Metal Jacket.

Pochi fronzoli, zero concessioni all’estetica e molto lavoro, fatica e dedizione, modi ragionevolmente ‘secchi’, doti di leadership e intuizioni che gli hanno presso di confezionare imprese non male, di cui da’ conto una biografia non priva di scosse tra chiamate, esoneri e ‘strappi’. Nel gennaio del 2008, per dire, prese il Cagliari ultimo in classifica, e con 32 punti in 21 partite lo salverà con 8 lunghezze di vantaggio sulla terz’ultima. L’anno dopo, altro botto: arriva a Palermo, a sostituire Colantuono, e con i rosanero fa 57 punti che gli valgono l’ottavo posto. C’è altro anche dopo, però: nel Genoa, a novembre del 2010, subentra a Gasperini e chiude decimo con una media di 1,42 punti a gara, e replica nel gennaio del 2013, subentrando a Delneri, confezionando un’altra salvezza complici 21 punti in 17 gare per ripetersi nel 2017/18, quando subentra a Juric e di punti ne fa 31 in 26 gare, salvandosi a quota 41. Ancora Genoa, stagione 2020/21: Maran è penultimo con 7 punti, lui a fine stagione sarà undicesimo con 42, e la media punti di 1,4 a partita. Quella che, calcolatrice alla mano, servirebbe per togliere il Sassuolo dai guai: magari basterà qualcosa di meno, ma nel dubbio, si sarà detto Carnevali quando lo ha chiamato al capezzale dei neroverdi, tanto vale puntarci, sul ‘mago delle salvezze’.

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