Spal, ora il salto di qualità anche da Colucci

Dopo aver limitato i danni di una difesa che all’inizio subiva troppo, il mister deve alzare l’asticella con i rinforzi, per creare di più davanti

23 gennaio 2024
Spal, ora il  salto di qualità anche da Colucci
Spal, ora il salto di qualità anche da Colucci

La classifica sanguina, l’umore della piazza è sul furioso andante, e il distacco dal sestultimo posto aumenta mentre il numero di partite a disposizione per rimediare cala. Sono gli esiti del ritorno alla sconfitta della povera Spal sul campo del Perugia, dopo che si era accarezzato a lungo un successo che sarebbe stato probabile pietra di svolta della stagione. Dopo un buon primo tempo, all’altezza delle ultime prestazioni ma eclissato dalla ripresa e dal risultato, la Spal la sua sconfitta è andata proprio a cercarsela. Colucci ha commesso un grave errore ritardando l’iinnesto di Zilli, e si deve sperare che d’ora in poi utilizzi meglio gli attesii rinforzi che gli vengono messi a disposizione in condizioni fisiche buone, come era il centravanti venuto dal Cosenza.

Ma come? Si agogna una torre davanti per un intero girone, e quando arriva la si ignora? All’intervallo era 1-0, ma possesso palla e forcing del Perugia stavano già aumentando: almeno lì il 9 serviva subito, soprattutto in funzione di far respirare la Spal e alleggerire una pressione ormai continua visto che lassù non si teneva palla mai ed Edera dopo 45’ validi iniziava a calare. Il resto lo hanno fatto dabbenaggini difensive mica nuove in Del Favero e Bruscagin e l’errorissimo di Antenucci nel primo tempo. A Colucci va riconosciuto di aver restituito la Spal a una condizione atletica decente e di avere un po’ chiuso le maglie davanti a una difesa ora ben soda al centro, ma che sui fianchi non perde occasione per stendere tappeti a ogni avversario. Ora però quella gestione volta a limitare i danni e mai vincente non basta più, e si deve passare alla fase due: d’obbligo un salto di qualità, soprattutto se arriveranno altri rinforzi - con i nomi di Ogunseye e Donnarumma sempre d’attualità.

L’allenatore deve alzare l’asticella, mettendo i suoi in condizione di creare più occasioni per andare in gol. Dei 17 all’attivo, pochissimi, ben 9 sono giunti in conseguenza di piazzati, con Peda capocannoniere a quota 3. E siccome negli altri 8 ci sono di mezzo anche azioni individuali (Rao con la Lucchese e Rabbi a Pineto) e batti e ribatti in mischia (Fiordaliso con l’Ancona), le reti manovrate si contano davvero sulle dita di una mano: di Rosafio con l’Ancona, forse l’ultima, mentre le due di Antenucci risalgono addirittura all’era-Di Carlo. C’è chi invoca un avvicendamento di allenatore non si capisce quanto consigliabile ora, facilmente assai poco ricordando i precedenti recenti. Quella deve essere la mossa della disperazione, perché come sempre verrebbe un tecnico nuovo a ripetere gli stessi esperimenti infruttiferi già tentati dai predecessori, perdendo solo tempo. Colucci ha sbagliato a Perugia, Colucci rimedi con una gestione più lineare e coraggiosa delle scelte, e mostrando che con l’arrivo - ormai indilazionabile - di rinforzi sarà in grado di far lievitare il gioco d’attacco e il numero di palle gol. La società, mentre è annunciato in arrivo Joe Tacopina, deve affondare i suoi colpi subito. Le due prime scelte in porta e in attacco appaiono sensate, ma vanno portate a compimento, o modificate in fretta, entro fine settimana. Se c’è da cacciare qualche soldo in più, questo è il momento. Serve come il pane anche un terzino, almeno a destra dove di tre (Fiordaliso, Bruscagin e Iglio) solo il primo ha dato minimi segnali: discorso non dissimile a sinistra tra Tripaldelli e Celia che ora non c’è più. Senza uscite non sarà semplice, con una rosa sulle trenta unità. Ma bisogna assolutamente intervenire. La Spal in serie D è una bestemmia, il rischio è alto quanto quello dell’anno passato, e tutti ricordano come è finita. Adesso bisogna salvare la Spal. Poi, di tre anni vissuti costantemente in retroguardia si dovrà pur ragionare in profondità.

Mauro Malaguti

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