Superlega e Uefa, la sentenza della Corte di giustizia Ue è il punto di non ritorno

Un nuovo orizzonte del pallone mondiale. Un po' come accadde nel 1995 quando la sentenza Bosman abbattè il regime del trasferimento dei calciatori

di PAOLO FRANCI -
21 dicembre 2023
Champions League 2023, la vittoria del Manchester City
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Roma, 21 dicembre 2023 – “Abuso”. “Illegale”. Se non siamo di fronte alla fine di un'epoca e di quello che, secondo i giudici della Corte di Giustizia Europea, è stato ed è una sorta di regime totalitario del pallone, poco ci manca. Segnatevi la data di oggi, perché se è difficile ipotizzare cosa potrà accadere ora che lo steccato è stato abbattuto, negli anni a venire ricorderemo questa giornata come un punto di non ritorno o, meglio, di nuovo orizzonte del pallone mondiale.

Un po' come accadde nel 1995 quando la sentenza Bosman abbattè il regime del trasferimento dei calciatori. Qui però, siamo di fronte a qualcosa di molto più grande e profondo, che mette in discussione il mondo delle grandi competizioni internazionali così come lo conosciamo.

Il primo passaggio

Le toghe della Corte Europea, chiamate a esprimere un parere sul contenzioso aspro (eufemismo) tra coloro che volevano dare vita alla Superlega - rappresentata dalla società A22 Sports Management - e Uefa e Fifa, sono entrati in tackle durissimo sui governi del pallone mondiale. "Le regole di Fifa e Uefa - si legge nel dispositivo della CGE - che impongono la propria approvazione allo sviluppo di nuove competizioni tra club, come per esempio la Superlega sono illegali. Non c’è una cornice legale che garantisca trasparenza, oggettività, mancanza di discriminazione e proporzionalità da parte di Fifa e Uefa”, è il primo passaggio che di fatto mina le fondamenta del calcio europeo.

Il secondo passaggio

Il secondo passaggio è altrettanto duro: "Le regole che danno a Fifa e Uefa il controllo esclusivo sullo sfruttamento dei diritti commerciali dei diritti relativi a questi tornei sono tali da limitare la competizione in un ambito di grande importanza per media, consumatori e spettatori televisivi dell’Unione Europea”.

La mazzata finale

Ed ecco la mazzata finale: "Fifa e Uefa si trovano in una posizione di abuso di posizione dominante”. Capite la gravità di questo parere? Abuso di posizione dominante. Un'interpretazione legale che nei tribunali mette in luce chi opera in maniera tale da non consentire la normale concorrenza di mercato.

Cosa succede ora

E adesso siamo lì a chiederci: cosa succederà? Sul progetto Superlega i giudici hanno però detto che non dovesse essere necessariamente accettato. Ma la Superlega, a questo punto, è solo un nome. Un'idea forse sorpassata ed è chiaro che chi pensava di poterla realizzare, adesso opererà con un nuovo progetto ma forte di questa sentenza. Indubbiamente il parere dei giudici toglie forza a Fifa e Uefa nella profondità del potere esercitato sui tanti aspetti toccati dalle toghe europee – dalle competizioni, ai diritti commerciali e televisivi - e non potrà non riflettersi sul peso delle singole federazioni, in una sorta di effetto tellurico. Quanto, lo scopriremo nei prossimi mesi, perché capire ora cosa accadrà non è affatto semplice, tutt'altro.

"Bosman alla decima potenza”

Però un parere che inquieta l'attuale governo del pallone e fa esultare chi ha fatto ricorso presso i giudici europei già c'è. E' di Jean-Louis Dupont, l’avvocato belga che nel 1995 rappresentò Jean-Marc Bosman nella sfida legale che avrebbe poi trasformato il calcio europeo, rivoluzionando le leggi sui trasferimenti dei calciatori. "La sentenza ha il potenziale per essere Bosman alla decima potenza. Questa volta non si tratta di regolamentare il mercato del lavoro, ma delle condizioni fondamentali in cui possono svolgersi le competizioni”.

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