Torino-Napoli 3-0: Sanabria, Vlasic e Buongiorno demoliscono gli azzurri

Altro tonfo dei campioni in carica, traditi anche dal volto nuovo Mazzocchi, che entra nella ripresa e si fa espellere dopo appena 4'

di GIUSY ANNA MARIA D'ALESSIO -
7 gennaio 2024
L'esultanza di Sanabria (Ansa)

L'esultanza di Sanabria (Ansa)

Torino, 7 gennaio 2024 - L'ammissione l'aveva fatta in conferenza stampa proprio Mazzarri, oggi squalificato e sostituito in panchina dal vice Frustalupi: la sua cura sul Napoli non sta funzionando. Un'altra prova di questa considerazione viene offerta dal clamoroso crollo contro il Torino, che stravince grazie alle reti di Sanabria, Vlasic e Buongiorno e si porta a -1 in classifica dal nono posto proprio degli azzurri, per i quali invece è notte e neanche buona, così come è stato da dimenticare l'esordio di Mazzocchi: per l'ex Salernitana arrivano il debutto e dopo appena 4' l'espulsione per un fallo durissimo su Lazaro, tra i migliori dei granata insieme all'ex Zapata, che serve due assist.

Le formazioni ufficiali

Juric lancia il consueto 3-4-1-2, aperto da Milinkovic-Savic: la difesa è completata da Djidji, Buongiorno e Rodriguez, con Bellanova e Lazaro come quinti, Ricci e Ilic in mezzo al campo e Vlasic a supporto del tandem di attacco formato da Sanabria e Zapata. Mazzarri risponde con un 4-3-3 che tra i pali prevede Gollini, protetto da Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus e Mario Rui: la mediana annovera Cajuste, Lobotka e Zielinski, mentre il reparto avanzato è composto da Politano, Raspadori e Kvaratskhelia.  

Primo tempo

Il Napoli parte all'attacco cercando di imbastire azioni ragionate palla a terra, mentre il Torino, come da copione, prova ad affidarsi ai lanci lunghi di Milinkovic-Savic. Al 6' Zapata vince un paio di rimpalli all'altezza della trequarti e poi scaglia una botta verso Gollini, che non si fa sorprendere: poco dopo si va vedere Vlasic, che elude la pressione di Kvaratskhelia e tenta la conclusione verso il primo palo, senza riuscire a centrare il bersaglio. All'11' gli azzurri guadagnano un corner, i cui sviluppi armano il colpo di testa di Rrahmani: nulla che possa preoccupare più di tanto Milinkovic-Savic. Sul ribaltamento di fronte un cross di Lazaro viene sporcato da Di Lorenzo, diventando quasi un assist per Zapata: Gollini esce in anticipo ed evita guai ai suoi, che restano in balia degli attacchi granata. Al 20', infatti, Bellanova si beve Juan Jesus e mette in mezzo un cross basso reso quasi letale da un velo di Zapata: quasi, perché Vlasic manca incredibilmente il contatto con la sfera. Al 22' Juan Jesus si riscatta murando la botta di Ricci, servito da Vlasic, a sua volta pescato da un traversone di Lazaro. Dopo una lunga fase di sofferenza il Napoli prova a uscire fuori dalla tana al 26' con una grande trama tra Zielinski e Di Lorenzo, che penetra e innesca Raspadori, il cui tap-in viene respinto alla grande da Milinkovic-Savic: poco dopo Cajuste apparecchia ancora per Raspadori, che stavolta cerca il primo palo ma manca il bersaglio. Il Torino, dopo aver protestato per un presunto contatto in area tra Sanabria e Lobotka, si rifionda in avanti con Zapata, che si accentra e crossa per Bellanova, che si lancia verso il tap-in quasi a colpo sicuro prima di essere anticipato da Mario Rui. I granata continuano a farsi preferire e prima tremano su un presunto contatto nella propria area tra Lazaro e Zielinski e poi esultano al 43', quando Ilic si incarica di battere una punizione dalla trequarti: Zapata devia di quel tanto che basta la sfera per renderla irresistibile per Sanabria, che in perfetta solitudine gonfia la rete e manda le squadre negli spogliatoi su un 1-0 che sembra fotografare bene quanto messo in mostra dalla prima frazione.

Secondo tempo  

 Il Napoli rientra in campo senza Zielinski, rilevato dal nuovo acquisto Mazzocchi: segno della virata di Mazzarri (squalificato e sostituito in panchina dal vice Frustralupi) verso un 3-4-3 che vede Di Lorenzo braccetto di destra e l'ex Salernitana come quinto. L'impatto del volto nuovo è forte, in entrambi i sensi: prima dopo una grande galoppata pesca Raspadori, che si coordina ma non riesce a calciare per il grande anticipo di Bellanova e poi, dopo on field review di Mariani, al 49' viene espulso per un fallo con gamba alta su Lazaro. Il colpo è pesante per gli azzurri, che infatti capitolano al 52', quando Zapata cerca e trova Vlasic, che con un potente tiro in diagonale buca Gollini. Mazzarri cambia ancora: fuori Mario Rui e Raspadori e dentro Zerbin e Simeone, mentre resta in campo un nervosissimo Kvaratskhelia, già graziato da Mariani in occasione di una protesta plateale. Il Torino insiste e al 64' sfiora il colpo del ko prima con Sanabria che, servito da Lazaro, colpisce il palo e poi con Zapata, che da due passi si fa ipnotizzare da Gollini. Il tris è nell'aria e arriva al 66', quando ancora Lazaro dalla bandierina apparecchia per l'incornata vincente di Buongiorno, bravo a sovrastare Juan Jesus. Mazzarri inserisce Lindstrom per Politano durante una sospensione del gioco a causa del lancio di fumogeni dal settore ospiti. Anche Juric cambia, inserendo Pellegri per Zapata e Sazonov per Djidji, mentre Mazzarri getta nella mischia Gaetano per Cajuste. Il Napoli, anche per provare a rispondere alla contestazione ricevuta, prova a trovare il gol della bandiera: all'80' succede di tutto nell'area granata, ma né Kvaratskhelia Zerbin centrano il bersaglio. Juric dà gloria anche a Karamoh, Gineitis e Seck, che subentrano a Vlasic, Ilic e Sanabria. Si tratta delle ultime modifiche a un tabellino che premia nettamente il Torino, che trova quella vittoria di spessore necessaria a provare a regalarsi nuove prospettive stagionali: a parlare è la classifica, che al momento vede i granata attardati di appena un punto rispetto agli azzurri, per i quali è notte fonda e stavolta senza neanche più il sostegno della piazza. Un problema in più per De Laurentiis, che dal mercato non raccoglie esattamente i feedback sperati: Mazzocchi, un investimento non da poco in proporzione all'età, entra e subito commette un fallo assurdo che complica inesorabilmente la vita alla sua nuova squadra. Non esattamente un debutto memorabile per l'ex Salernitana.  

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