Vis, Juan Ignacio Molina si presenta: "Con il calcio voglio aiutare la mia famiglia"

Il nuovo attaccante biancorosso: "Sudore, sacrificio, umiltà per crescere, giocare e portare in Italia mia sorella, mio fratello e i miei genitori"

19 gennaio 2024

Juan Ignacio Molina, attaccante argentino della Vis, da dove viene?

"Ho iniziato a giocare nel Rosario central, la squadra del cuore, della mia città. Avevo quattro anni, in Argentino si inizia presto a dare calci alla palla. Nei campetti avevo il numero 32, lo stesso che ho scelto alla Vis. Sono rimasto a Rosario fino a 16 anni, passando poi al Chacarita Juniors, in serie B. Quindi dopo due anni ho firmato per un club di serie A, l’ Union de Santafé, dove sono rimasto tre stagioni. In seguito in Spagna a Leon, in serie C. Sono arrivato in Italia l’anno scorso al Mori Santo Stefano, in serie D, dove ho segnato otto gol, con un assist"

Cosa le ha insegnato il calcio argentino?

"E’ un altro modo di giocare. Noi abbiamo il calcio nel sangue, quando giochiamo le partite vogliamo vincere sempre e a tutti i costi. Per giocare in Argentina ci vogliono sacrificio e lavoro, questo ho imparato in Argentina, oltre a umiltà, cuore: ciò che mi hanno insegnato i miei allenatori. Ho lasciato il mio Paese per cercare un futuro in Europa, per dare una mano alla mia famiglia"

In che modo, qual è il suo sogno?

"Voglio fare di tutto per aiutare la mia famiglia a stare meglio anche sul piano economico. Vorrei aiutare mio fratello di 13 anni, un bel mancino che gioca nella squadra del mio quartiere a Rosario, mia sorella, i miei genitori, a venire qui, dove si sta molto bene rispetto a là, non solo sul piano economico, ma anche come qualità della vita. Mia sorella lavora in un call center, è diventata mamma un anno fa e vorrei che mi raggiungesse. In Argentina si vive un po’ alla giornata. L’inflazione è la nostra preoccupazione. Voglio arrivare il più alto possibile nel calcio, ho ventisei anni e posso dare tanto"

Avete Papa Bergoglio, un bell’esempio...

"Sono orgoglioso, come tanti argentini, che una persona così importante per il mondo venga dal mio Paese. Ci rappresenta"

E’ cattolico?

"Sì, da piccolo ho frequentato una scuola cattolica e anche la mia famiglia lo è"

Pesaro?

"Bella città, qui si sta bene".

Hobby?

"La chitarra, non mi fa pensare"

Veniamo al Molina calciatore. Il suo ruolo?

"Sono una punta centrale, ma mi piace prendere palla, attaccare la profondità, pressare alto, queste sono le mie caratteristiche".

Lei è considerato una promessa, quali sono i suoi obiettivi?

"Crescere calcisticamente, fare molto bene nella Vis che mi ha dato una grande opportunità"

La Vis?

"Più che una squadra, questo è un gruppo. Il mister, lo staff e i compagni si sono comportati molto bene con me. Penso che il gruppo è molto importante per fare bene"

Pensa di essere già pronto per la C?

"Sì, mi sento pronto specie mentalmente, anche se poi ci sono altri aspetti importanti. Bisogna conoscere bene i compagni, sapere bene cosa vuole il mister e cercare di applicare i suoi insegnamenti in campo. Sto allenandomi forte e lavorando intensamente per crearmi piano piano la possibilità di giocare. E’quello il mio obiettivo"

Non pensa che il gol di Nicastro a Olbia sia stato un po’argentino?

"Sì, è vero, lui è un giocatore forte e lo ha dimostrato in pochi minuti. Un giocatore lo si capisce dal modo in cui tocca la palla"

Arriva la Carrarese, quarta in classifica...

"Lavoriamo per noi, per fare la nostra partita e applicare quello che ci chiede il mister. Per noi l’unico obiettivo è vincere, che si giochi con la prima o con l’ultima".

Davide Eusebi

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