Ciclismo, Colbrelli come Van Hooydonck: "Siamo fortunati a essere ancora qui"

Il bresciano e il belga uniti da un malore che li ha costretti al ritiro anticipato: "Ma nel 2021 ho vissuto un'annata stupenda grazie alla mia mental coach"

di GIUSY ANNA MARIA D'ALESSIO -
19 ottobre 2023
Sonny Colbrelli (Ansa)

Sonny Colbrelli (Ansa)

Roma, 19 ottobre 2023 – Sonny Colbrelli e Nathan Van Hooydonck: due storie a lieto fine per quanto riguarda la battaglia più importante, quella per la vita, ma con il triste comune denominatore di aver dovuto appendere la bici al chiodo dopo i rispettivi malori. Se per l'ex gregario della Jumbo-Visma il processo di adattamento alla nuova realtà è evidentemente ancora in corso, per il vincitore della Parigi-Roubaix 2021 c'è già quella lucidità necessaria per tornare a battere su quel tasto (e non solo).

Tra passato, presente e futuro

È successo in occasione di una chiacchierata a Bike2u, il format su YouTube della testata OA Sport. Il bresciano ha innanzitutto fatto il punto sulla sua attuale vita lavorativa. "Al momento collaboro con la Bahrain Victorious, l'ultima mia squadra prima del ritiro e a fine mese comincerò il corso per diventare un direttore sportivo. Per me si tratterà di un'opzione in più per il futuro, visto che quello che ho fatto finora non mi è dispiaciuto. Tra tutte i compiti che ho svolto - continua Colbrelli - mi è piaciuto dare un aiuto ai giovani corridori e finora lo ho fatto principalmente in Belgio". Curiosamente, proprio il Paese di Van Hooydonck. "Considerando che ha avuto l'arresto cardiaco mentre era in macchina al posto di guida, direi che è stato molto fortunato. Quando capitano queste cose, anche se magari non è semplice farlo, specialmente all'inizio, bisogna pensare positivo. E' ciò che ho fatto anch'io a partire dalle prime interviste: essere ancora qui dopo un malore del genere è una grande fortuna". Colbrelli non ha nascosto di aver provato a dare il proprio sostegno direttamente al gregario di Jonas Vingegaard nel Tour de France 2023. "Gli ho scritto subito un messaggio. Naturalmente per lui non è stato facile prendere la decisione di ritirarsi, ma questo dolore prestò si trasformerà in gioia grazie alla nascita di suo figlio". Parole più che condivisibili che non ammettono un'altra chiave di lettura. Tornando agli aspetti più leggeri, quelli legati prettamente all'attività sportiva, Colbrelli ripercorre (con leciti sentimenti alterni) il 2021, il suo anno di grazia, nonché la sua ultima stagione prima del ritiro forzato di inizio 2022. "Negli ultimi tempi stavo lavorando con Paola Pagani, la mia mental coach ed è stato il modo migliore per tornare sulla retta via dopo un periodo complicato. Quando si è professionisti non basta avere le gambe: serve anche e soprattutto la testa". Il bresciano individua poi il momento preciso che ha dato il via alla sua rinascita. "La svolta è arrivata al campionato italiano di Imola: in quell'occasione ho scoperto delle risorse che non sapevo di avere, al punto che sono riuscito ad anticipare diversi scalatori anche su un percorso così duro. Da lì in poi c'è stata una scia di vittorie importanti". Due su tutte. "Il primo pensiero generale va ovviamente alla Parigi-Roubaix 2021 ma, soprattutto a livello di testa, cito anche quella degli Europei 2021 a spese di Remco Evenepoel".

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