Giro d’Italia 2023, le pagelle della seconda settimana. Chi sono ora i favoriti

Da Thomas in giù sembrano tutti aspettare la terza settimana, ricca di montagnoni epici e duri: se è davvero così, il tempo delle chiacchiere cede il passo a quello dei fatti

di ANGELO COSTA -
22 maggio 2023
Uno scatto della tappa 15, Seregno - Bergamo (Agenzia Aldo Liverani Sas)
Uno scatto della tappa 15, Seregno - Bergamo (Agenzia Aldo Liverani Sas)

Nico Denz 9 Già sembrava un’impresa aver vinto una tappa, conquistarne due ha del miracoloso. Succede in un Giro dove basta andare in fuga per rischiare di fare centro: se ad andare all’attacco è un tedesco che alle gambe abbina lucidità tattica, il resto è fatto.

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Ben Healy 9  non contento di aver vinto a fossombrone, prova a ripetersi a bergamo, altra tappa formato grande classica: gliela soffia mcnulty, ma il ragazzo inglese che ha scelto di correre sotto la bandiera d’irlanda, al di là del suo stile sgangherato è uno vero. e continuerà a far parlare di sé.

Marco Frigo 8 A 23 anni, al primo Giro, si butta nelle fughe e raccoglie due piazzamenti in pochi giorni: quinto a Rivoli, terzo a Bergamo. Se continua di questo passo, ci sta che salga sul gradino più alto: per la generosità e la tenacia con cui sta affrontando questo suo primo grande esame, lo meriterebbe.

Italia 7 Due vittorie la prima settimana, zero la seconda, con tanti piazzamenti: vanno vicini al colpo grosso il giovane Milan e l’esperto De Marchi, l’assaltatore Bettiol e il veterano delle fughe Tonelli. C’è insomma un’Italia che non si tira indietro e, quel che può fare, prova a farlo.

Favoriti 5 Dopo gli sbadigli di Campo Imperatore, lo sfregio di Crans Montana, oltre alla passeggiata nelle valli bergamasche. Da Thomas in giù sembrano aspettare tutti la terza settimana, ricca di montagnoni epici e duri: se è davvero così, il tempo delle chiacchiere cede il passo a quello dei fatti.

Paragoni 0 C’è chi sostiene che il Giro sia vicino al modello Tour: si consiglia una visita, in Francia o da un buon medico a scelta.

La ‘griglia’ dell’ultima settimana 

In pole

Primoz Roglic.

Era il favorito prima, a maggior ragione lo è adesso. E’ l’unico ad aver regalato un attacco (a Fossombrone), è l’unico che può aspettare la cronoscalata finale senza agitarsi, perchè lì può castigare tutti.

Prima fila

Geraint Thomas

Dei big è quello che ha perso più compagni, perchè lasciar per strada Ganna e Geoghegan Hart non è da poco. Corre con attenzione e intelligenza, lascia la maglia rosa dopo quattro giorni per evitare stress: adesso deve farlo venire ai rivali.

Joao Almeida

Era e resta l’uomo invisibile, che non vedi mai e c’è sempre. Fin qui non spreca nulla, semmai va in guadagno: dalle libere uscite i suoi compagni rientrano con un paio di vittorie e molti piazzamenti. In montagna dovrà stringere i denti, ma ci arriva poco spremuto come i diretti concorrenti.

Seconda fila

Damiano Caruso.

Viaggia a fari spenti e si ritrova lì dove voleva essere. Perde poco nella settimana delle crono, non perde nulla nella settimana del via libera alle fughe: correndo al risparmio, si crea l’occasione per diventare terzo incomodo, indipendentemente da chi si troverà di fronte.

Andreas Leknessund.

Cinque giorni in rosa gli lasciano una buona classifica e lo spirito ideale per affrontare questo finale. E’ un esamone anche per lui che non ne ha mai affrontati a questo livello, ma bisogna pur cominciare: è noto che delle salite non ha paura, ha tutto per trasformarsi in una sorpresa.

Terza fila

Lennard Kamna

Promosso sul campo dal prematuro ritiro di Vlasov, sembra il meno fresco degli uomini di classifica: a Bergamo, dall’unica accelerazione dei big, è rimasto un po’ intossicato. Deve fare l’ultimo passo, il più difficile: passare da aiutante maggiore a leader.

Eddie Dumbar.

Senza farsi notare, si è issato nelle zone alte, non lontanissimo dai più gettonati per il successo finale. A 26 anni, con un solo grande giro sulle spalle (il Giro scorso chiuso al 22esimo posto), corre in scia ai favoriti: restandoci potrebbe anche lui diventare uno di quelli che non ti aspetti.

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