Giro d’Italia, le pagelle della seconda settimana: Pogacar da 10 e lode. Bene Milan e Ganna, applausi per Tiberi e Zana

Nelle due settimane di corsa segnate dallo sloveno, gli olimpionici vincono le tappe, i due emergenti fanno invece classifica

di ANGELO COSTA -
20 maggio 2024
Tadej Pogacar, dominatore del Giro

Tadej Pogacar, dominatore del Giro

Dopo l’ennesimo capolavoro di Tadej Pogacar, il Giro d’Italia si appresta a vivere l’ultima fase. Lunedì è giorno di riposo, ecco le pagelle della seconda settimana.

Le pagelle

10 e LODE a TADEJ POGACAR. Vince quattro tappe, chiude il Giro in una settimana e nella seconda lo illumina. Fa questo e tanto altro, non centellinando la sua classe immensa, ma regalandone in abbondanza appena può. Si sapeva fin dal via che fosse almeno un piano sopra gli altri, ogni volta che lo dimostra è spettacolo puro.

8 a GERAINT THOMAS. Alla soglia dei 38 anni è ancora lì, inchiodato al secondo posto, primo dei terrestri. Non fa cose eclatanti, ma nemmeno cede, scortato dai compagni che lo rispettano per la classe che ha e per la signorilità dei modi. Si fa notare per l’eleganza anche quando cambia la bici, appoggiandola al marciapiede in modo esemplare.

8 a JONATHAN MILAN. Tre tappe vince, due chiuse al secondo posto, un conto che avrebbe potuto essere migliore se nelle prime volate Pogacar non gli avesse guastato la festa. E’ in linea con la sua crescita, è già molto avanti anche sulla via dei paragoni: il suo è Cipollini, il più vincente al Giro.

8 a FILIPPO GANNA. Persa la prima crono a Perugia per la salita finale che esalta Pogacar, si riscatta alla grande nella seconda sul Garda, decisamente più adatta a lui. Tornare al successo sulle strade rosa dopo tre anni lo fa scoppiare in lacrime, un meraviglioso segnale di gioia e fiducia: sulla via dei Giochi, ovviamente.

7 a DANI MARTINEZ. Capito in fretta che con Pogacar è meglio non farsi illusioni, comincia a lavorare presto per il miglior piazzamento utile, il secondo posto. Di qui in avanti sarà guerra di posizione con Thomas, duello che al momento è sul filo dei secondi: siccome in Giro ce n’è solo uno capace di fare grandi distacchi, resterà tale.

7 a ANTONIO TIBERI. Quinto in classifica, dopo un paio di buone crono, paga la sua giornata di crisi nella tappa che avrebbe voluto provare a vincere, a Livigno. E’ lì che dà prova di lucidità, barcollando e non crollando come sarebbe potuto capitare a chi, a 22 anni, respira per la prima volta aria d’alta quota.

7 a FILIPPO ZANA. Partito con compiti da aiutante e libertà d’azione, dopo il prematuro addio di Dunbar e il crollo di Plapp si ritrova sulle spalle una squadra fin qui mancata nello sprint. Ne regge il peso meglio del previsto: pensando più a difendersi che ad attaccare, risale all’ottavo posto con la prospettiva di migliorare ancora.

6 a LORENZO FORTUNATO. Bene, ma non benissimo. Bene perchè si costruisce una classifica con la miglior crono di sempre a Perugia, non benissimo perchè nel weekend più duro fra Garda e Livigno imbarca solo distacco. E’ ancora lì, a un passo dalla top ten, con la possibilità di rientrarci, a patto di non avere più giornate storte.

5 a ROMAIN BARDET. Prova a fare quel che aveva detto alla vigilia: correre le tappe di montagna come fossero classiche. Forse sospettava di finir presto lontano da Pogacar, di sicuro sa che con questa strategia può migliorare il suo settimo posto: per quanto si stia dando da fare, fin qui non ha lasciato un segno degno di lui.

4 a CALEB EWAN. Altro non pervenuto eccellente. Degli sprinter, è quello che ti aspettavi e invece non arriva mai: zero piazzamenti nei primi cinque, su altrettante volate, sono il segnale evidente di un velocista che non ha nelle gambe l’abituale esplosività. Ha ancora l’occasione per rimediare, di sicuro la fatica in montagna non lo aiuta.

2 al PROCESSO ALLA TAPPA. Per due settimane gli opinionisti Rai mettono sull’avviso Pogacar anzichè esaltarlo: spreca troppo, si fa troppi nemici e via dicendo. Paradossalmente, nel giorno in cui lo sloveno rosa blinda la corsa consegnandosi alla leggenda, la trasmissione viene soppressa per lasciar spazio al tennis: a volte il caso…

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