Giro di Svizzera, Evenepoel vince con dedica a Gino Mader: un bacio e lo sguardo al cielo

L’omaggio del ciclista belga sul traguardo di Weinfelden al talento svizzero scomparso giovedì. Dediche allo sfortunato elvetico anche dal Giro NextxGen e dal giro di Slovenia

di ANGELO COSTA
17 giugno 2023
Evenepoel vince e dedica il successo a Gino Mader

Evenepoel vince e dedica il successo a Gino Mader

Roma, 17 giugno 2023 - Giornata da brividi nel ciclismo. Da pelle d’oca l’omaggio di Remco Evenepoel a Gino Mader, il talento svizzero che ha perso la vita finendo in un burrone giovedì al giro di Svizzera: negli ultimi venti chilometri, il campione del mondo si inventa un numero dei suoi, per restare solo al comando e andare a dedicare il successo al collega scomparso. Sul traguardo di Weinfelden, il belga transita indicando il cielo e spedendovi un bacio, un gesto che riveste un significato particolare anche per la maglia che Remco indossa.

Già il giorno precedente, in occasione della frazione trasformata in passerella di gruppo in onore dello sfortunato svizzero, Evenepoel era stato fra coloro che avevano abbracciato Sandra Mader detta Heidi, madre di Gino, al seguito della sfilata dei corridori sull’ammiraglia della Bahrain, team per il quale correva il figlio. La Bahrain è una delle squadre che hanno scelto di non proseguire la corsa: la stessa decisione è stata presa dalla svizzera Tudor, che fa capo all’ex olimpionico elvetico Fabian Cancellara, e dalla belga Intermarchè, dopo essersi consultate con corridori e personale. Da notare che la vittoria di tappa di Evenepoel ha un valore simbolico, ma non incide sulla classifica della corsa, sempre guidata dal danese Skjelmose: prima del via, gli organizzatori hanno deciso di prendere i tempi a 25 chilometri dall’arrivo per evitare rischi nel finale.

Di dediche al povero Mader ne arriva una anche dal Giro NextxGen: a Pian del Cansiglio la settima e penultima tappa della corsa rosa riservata agli under 23 la firma il diciottenne svizzero Jan Christen, anche lui col dito al cielo sul traguardo nel ricordo dell’amico che non c’è più. “Sono senza parole. Dopo la terribile giornata di ieri è bello poter dedicare la vittoria a Gino. Lo conoscevo molto bene, in particolare la mia famiglia è legata a suo papà, fa male e lo farà ancora per molto. Me l’hanno detto dopo la tappa di ieri, stanotte ho dormito poco e male. Forse mi ha dato lui questa forza nel finale di andare a vincere la tappa. Negli ultimi chilometri guardavo la croce che ho tatuato sul braccio e mi dicevo ‘dai che ce la facciamo, è per Gino’”, le parole del giovane svizzero che nella prossima stagione correrà tra i professionisti accanto a Pogacar.

Brividi anche nella quarta giornata del giro di Slovenia, ancora per una caduta in discesa. A restarne vittima è il campione nazionale Filippo Zana, già vincitore di una tappa al Giro, che a dieci chilometri dal traguardo, al comando della corsa dopo aver staccato i compagni di fuga, perde il controllo della bici in curva e vola nel prato sottostante, facendo una capriola in aria. L’erba e l’assenza di ostacoli evitano conseguenze peggiori, tanto che il veneto riesce a ripartire e a chiudere al secondo posto alle spalle del compagno Pena, consolandosi con la maglia di leader in classifica con un secondo di margine su Ulissi e soprattutto tirando un bel sospiro di sollievo per non aver riportato danni. Anche Zana all’arrivo ha ricordato Gino: “Volevo dedicare la vittoria a Mäder”.

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