Novità alla Parigi-Roubaix: chicanes prima di Arenberg per ridurre la velocità

Gli organizzatori accolgono la richiesta del sindacato ciclisti: prima dell'ingresso nel lungo tratto in pavè nella foresta verranno sistemate curve. 'Così si entrerà a 30-35 orari anziché a 60'

di ANGELO COSTA -
3 aprile 2024
Parigi-Roubaix: quest'anno ci saranno le chicanes prima della Foresta di Arenberg per ridurre la velocità

sirotti.it

Roma, 3 aprile 2024 - A pochi giorni dalla Parigi-Roubaix, fa discutere la decisione di aggiungere delle chicanes prima della Foresta di Arenberg, uno dei passaggi iconici della classica del pavé. La novità, introdotta dagli organizzatori su richiesta del sindacato ciclisti, farà ridurre la velocità di ingresso dei corridori nel tratto di 2,3 chilometri di pietre irregolari, spesso decisivo per le sorti della corsa. Prima del leggendario settore in sasso, verranno aggiunte delle curve per rallentare e allungare il gruppo, evitando problemi che spesso hanno condizionato la gara di molti atleti, favoriti compresi.

La “regina delle classiche”, la guida  

‘Su richiesta del Cpa (il sindacato internazionale dei ciclisti, ndr) abbiamo valutato le varie possibilità optando per un sistema di chicanes come quelle dei circuiti automobilistici. I corridori attaccano la foresta a circa 60 km orari, l'idea è di farli rallentare a 30-35 per rendere questo passaggio meno rischioso. Allo stesso tempo, verrebbero messe ulteriormente in risalto le difficoltà di questo tratto, visto che gli atleti ci arriverebbero senza slancio’, le parole di Thierry Gouvenou, ex corridore e oggi direttore della classica, rilasciate al quotidiano L’Equipe.‘Ho corso questa gara dodici volte e dodici volte sono arrivato alla foresta di Arenberg chiedendomi come avrei fatto a uscirne indenne’, ha aggiunto il dirigente francese. Come verrà modificato il percorso verrà reso noto nei prossimi giorni (il confronto con le autorità locali è ancora in corso), intanto Gouvenou esclude che il rallentamento prima del tratto di Aremberg possa creare pericoli. ‘Ho scritto ai corridori, avvisandoli di frenare più forte. Mi hanno risposto che preferiscono frenare forte col rischio di scivolare sull’asfalto piuttosto che lanciarsi nel vuoto a 60 orari. I corridori sono nervosi e ci chiedono più sicurezza, il che non ci sembra illogico. Dobbiamo però pensare anche più a lungo termine, in particolare ai materiali che a mio avviso spiegano alcune delle cadute a cui assistiamo’.

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