Motori, il riconoscimento ad Arezzo. ’Semplicemente donna’, il premio a Monica Zanetti

Monica Zanetti, meccanico Ferrari F40, è stata premiata al premio internazionale "Semplicemente Donna" per la sua determinazione nel raggiungere il proprio sogno in un ambiente prettamente maschile. Un premio che rappresenta un incoraggiamento a tutte le donne che vogliono seguire le proprie ispirazioni.

23 dicembre 2023
’Semplicemente donna’, il premio a Monica Zanetti
’Semplicemente donna’, il premio a Monica Zanetti

In provincia di Arezzo, da undici anni, si svolge il premio internazionale ’Semplicemente Donna’, il cui obiettivo è quello di assegnare riconoscimenti a figure femminili che si sono distinte nei propri ambiti di competenza per comportamenti di rilievo sociale, culturale e morale. L’edizione 2023 ha visto anche la maranellese Monica Zanetti (in foto) far parte delle donne premiate dall’iniziativa promossa dagli organizzatori Angelo Morelli e Chiara Fatai, rispettivamente presidente e vicepresidente del comitato, per la sezione dedicata alle parità di genere. Un riconoscimento importante per ’Lady F40’, così soprannominata per essere stata l’unica donna su quattro meccanici ad occuparsi della mitica Ferrari F40. Monica Zanetti è stata una pioniera nell’industria automobilistica, entrando nel 1979 a quindici anni in Ferrari nel reparto carrozzeria e svolgendo mansioni prettamente maschili.

Che cosa rappresenta questo premio per Monica Zanetti, la donna che con impegno e determinazione è riuscita a farsi largo inseguendo il proprio sogno di lavorare con le automobili?

"Questo premio mi ha emozionata parecchio ed è un riconoscimento per aver inseguito il mio sogno nonostante le difficoltà che ho dovuto affrontare. Una piacevole sorpresa che mi ha permesso di vivere una tre giorni molto particolare con incontri con scuole superiori, istituzioni e media per promuovere e sensibilizzare sul tema della disparità di genere. Il premio diventa un modo per dare vita a una serie di incontri e momenti significativi di testimonianza e riflessione dove ho portato la mia esperienza vissuta in un reparto prettamente maschile inizialmente ostico, ma che successivamente ha compreso la mia determinazione ed impegno permettendomi di imparare il mestiere e di potermi togliere anche delle belle soddisfazioni".

Nell’arco dei tre giorni ha potuto incontrare e conoscere donne che stanno combattendo contro abusi e violenze. Che cosa l’ha colpita maggiormente di queste figure che spesso mettono a rischio anche la vita per continuare la propria battaglia?

"Mi ha colpito l’energia e la notevole tenacia che hanno queste donne nel seguire i propri obiettivi. Fra le diverse testimonianze mi hanno colpito quelle di Chiara Fazzetto, unica superstite della sua famiglia vittima del racket delle estorsioni ed attiva nella sensibilizzazione verso la legalità, Tina Montinaro, moglie del caposcorta di Giovanni Falcone e fondatrice dell’associazione Quarto Savona Quindici contro la mafia, Joyce Aluoch, vicepresidente del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, Annamaria Frustaci, magistrato del pool antimafia di Catanzaro. In questi tre giorni del premio si è avvertita un’atmosfera di fiducia nel poter cambiare la società dove ancora noi donne siamo legate a vecchie concezioni. Mi ricordo ancora lo scetticismo sul lavoro, agli inizi, da parte dei colleghi come pure in famiglia: una donna non poteva lavorare con le automobili".

Che consiglio darebbe alle giovani donne che si stanno affacciando al mondo del lavoro?

"Di seguire le proprie ispirazioni e i propri sogni con tenacia, non cedendo alle prime difficoltà, ma cercando di percorrere la propria strada sempre nel rispetto di tutti i colleghi che incontreranno nella carriera lavorativa".

Giampaolo Grimaldi

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