Tamberi campione del mondo: è "TambOro". “Battuti i supereroi”

Mondiali, show a Budapest dove si prende l’unico trofeo che gli mancava. “Non ci parliamo da un po’, ma questa medaglia è anche di papà”

di MICHELE CARLETTI -
22 agosto 2023
Gimbo Tamberi campione del mondo

Gimbo Tamberi campione del mondo

Budapest, 23 agosto 2023 – Un anno fa Gianmarco Tamberi festeggiò a Budapest l’addio al celibato. Ieri sera nella capitale ungherese per GimbOro (o TambOro, scegliete voi) è andata in scena un’altra festa. Sempre storica. Ma sportiva.

Tamberi si prende quell’unica medaglia d’oro che gli rimaneva da conquistare: quella in un Mondiale assoluto all’aperto di salto in alto. Alle ore 21:50 di una calda e afosa serata. Alla quarta finale iridata all’aperto il campione olimpico dell’alto riesce a sfatare il tabù e a salire sul podio.

Sul gradino più alto (con 2,36), a 31 anni suonati, ciliegina sulla torta di una carriera splendida. "E’ pazzesco. Una cosa unica. Mi sento ripagato di tutti i sacrifici fatti. La sensazione di stasera (ieri, ndr) non la posso descrivere. Battere tutti questi campioni è una cosa pazzesca. Avevo fatto un grande riscaldamento e sapevo che dovevo restare concentrato per non ‘distruggermi’ da solo" ha detto a caldo Gimbo ai microfoni di Sky Sport.

E poi la dedica. "A mio padre, con cui non parlo da un po’, questa medaglia è anche sua. Mi sono caricato di tante responsabilità, non è stato facile separarmi da mio padre. Ho vinto una nuova sfida, è stato un percorso che mi dà energia. Ho battuto i supereroi. Mi sento un umano che batte gli eroi. Serviva 2.38 e 2.40, sono rimasto concentrato divertendomi. Il mio segreto è essere me stesso. Sapevo che il 2.36 era un match point".

E ancora sulla gara. "Ha funzionato la mia tattica e il mio modo di approcciare la gara. Dopo dodici anni il cambio di coach è avvenuto perché le cose non funzionavano più. Ma sono qui anche per tutto quello che mi ha insegnato mio padre. Poi devo ringraziare il mio nuovo team (coach Giulio Ciotti, il preparatore atletico Michele Palloni oltre al fisioterapista Andrea Battisti, ndr) per come mi ha accompagnato in questo percorso verso questa medaglia che mi mancava tanto".

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Alla presentazione lo accoglie un boato che si alza da quella curva dello stadio ungherese dove non mancano i tifosi azzurri e neanche la moglie Chiara e famiglia, mamma Sabrina e vari amici. Gimbo, cappello nero e canotta azzurra, L’inizio gara è da dimenticare. Subito un errore. A 2,25, come Barshim. La misura è saltata poi da entrambi al secondo tentativo.

Gimbo tira fuori la lingua, sospiro di sollievo. Rimane solo lui d’azzurro vestito in gara, perché Fassinotti è eliminato a 2,25. Tutto facile invece ai 2,29. Si va ai 2,33 che Tamberi vola letteralmente, al primo tentativo. Si mette le mani sui fianchi a guardare quella curva che esplode compreso il suo fisioterapista, Andrea Battisti.

Tre centimetri più su la musica non cambia. I 2,36 sono saltati alla grande da Gimbo (due centimetri in più del primato stagionale) e sempre al primo tentativo, dopo aver incitato la curva a tifare. Il solo a superare questa misura immacolato. La gente applaude e salta mentre lui fa il gesto della mezza barba, muove la bocca non riuscendo a tenere il nervosismo, chiede calma, perché non è finita qui. Cammina verso la curva, la vuole sentire mettendo la mano nell’orecchio destro, fa il gesto del cuore.

Tamberi sale al primo posto. Poi aspetta gli altri. Steso a terra, con le gambe in alto, le braccia aperte. Barshim non ce la fa. Gimbo lo va a rincuorare subito. Ci parla. A 2,38 rimangono in due: l’altista dorico e l’americano JuVaughn Harrison. Da qui in poi arrivano solo errori. Il terzo di Harrison regala il mondiale a Tamberi (argento all’americano Harrison, bronzo per il qatariota Barshim a 2,33).

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La festa può iniziare. Tamberi prima dell’ultimo salto va a festeggiare in curva. Dando un bacio a sua moglie, poi abbraccia gli amici e la mamma. Fa una carezza anche al bimbo di Barshim prima di provare a saltare 2,40. Ma nell’ultimo salto non salta per niente. Passa sotto l’asticella correndo verso la sua curva, osannato dai tifosi sulle note di "Notti magiche".

Barontini & C. gli lanciano la bandiera italiana. Poi solo applausi, cori, festa, giri di campo sulle spalle di Barshim per una notte magica. Ma lo show non è ancora finito perché Gimbo festeggia a modo suo tuffandosi nella vasca dei 3mila siepi. Poi l’azzurro è salito sulle spalle del qatariota abbracciandolo e facendosi portare un po’ a spasso tra l’entusiasmo del pubblico. E’ la sua notte, una notte da record, la notte del Grande Slam: l’anconetano delle Fiamme Oro ha vinto l’oro iridato, dopo aver già trionfato alle Olimpiadi (Tokyo 2020) e ai Mondiali indoor (Portland 2016), oltre che agli Europei all’aperto (Amsterdam 2016 e Monaco 2022) e in sala (Glasgow 2019). A lui, le ultime parole: "Pazzesco e non riesco neanche a sentirmelo dire che sono campione del mondo!".

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