Allenatori ed esoneri: da Gattuso a Cannavaro, che succede ai Campioni del Mondo 2006?

Ringhio è solo l’ultimo di una lunga serie di licenziamenti che hanno coinvolto gli ex Azzurri di Lippi

di GIANLUCA SEPE -
19 febbraio 2024
Simone Inzaghi, Gattuso e Cannavaro

Simone Inzaghi, Gattuso e Cannavaro

Roma, 19 febbraio 2024 – Le panchine d’Europa non sorridono ai Campioni del Mondo di Germania 2006. Per gli ex Azzurri che hanno alzato la Coppa nell’indimenticata Berlino e che ora hanno proseguito la carriera da allenatori la stagione 2023/2024 si sta rivelando alquanto sfortunata.

L’ultimo nobile decaduto è Gennaro “Ringhio” Gattuso che è stato esonerato dall’Olympique di Marsiglia nella giornata di oggi. L’ex mediano del Milan paga una un andamento poco incisivo, con il nono posto in Ligue 1 e l’Europa League in bilico dopo il 2-2 con lo Shakhtar Donetsk nella gara d’andata degli ottavi. Decisiva la sconfitta nell’ultimo turno di campionato contro il Brest, con l’OM beffato 1-0. A nulla sono servite le scuse di Gattuso, già in bilico. Durata dunque poco più di 5 mesi la sua esperienza in panchina dopo il suo subentro a Marcelino.

Ringhio però è solo l’ultimo Campione del Mondo 2006 a non trovare gloria in panchina: in Serie A ad esempio la settimana scorsa era stato il turno di Filippo Inzaghi che al contrario del fratello Simone (primo con la sua Inter) ha terminato l’ennesima avventura in panchina con la Salernitana, ultima in classifica e sconfitta anche nello scontro diretto con l’Empoli per 3-1 all’Arechi. Al suo posto Liverani che nell’ultimo turno non ha comunque brillato proprio contro l’Inter (4-0). La Ligue 1 non aveva portato bene nemmeno a Fabio Grosso, esonerato dopo appena 7 turni lo scorso dicembre dalla panchina del Lione dopo soli 5 punti raccolti. L’ex terzino, la cui corsa mondiale dopo l’ultimo rigore è ancora nella mente di tutti, era anche rimasto ferito in un raid ultras all’autobus dell’OL ma il feeling, anche in questo caso, non era mai sbocciato al punto che lo stesso Grosso aveva affrontato la squadra a muso duro prima del licenziamento.

Infine Cannavaro. Il capitano dell’Italia di Lippi non ha mai sfondato di in panchina e dopo la parentesi cinese e il fallimento a Benevento, per lui si sono chiuse le porte del Napoli, sia dopo l’esonero di Garcia che dopo l’imminente addio di Mazzarri, con i partenopei che gli hanno preferito Francesco Calzona. Gli unici a riuscire a rimanere a galla sono al momento Alessandro Nesta, con la sua Reggiana e Andrea Pirlo con la Sampdoria. Quest’ultimo, con alti e bassi, sta lavorando per far ripartire i blucerchiati, al momento fuori dalla lotta per la retrocessione ma appena sopra la soglia play-out ma con i play off distanti solo 6 punti. Più avanti invece gli emiliani dell’ex Milan e Lazio che con i granata è a -4 dalla lotta per la promozione. I fasti mondiali sono lontani dunque per gli eroi di Berlino che in panchina hanno trovato ben più difficoltà di quanto riscontrato in campo.

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